Archiviazioni mensili: gennaio 2012

Voglio, voglio, fortissimamente voglio / 2

Voglio, voglio, fortissimamente voglio / 2

Tre segnalazioni al volo:

è finalmente uscito in edizione economica La contessa segreta, il romanzo che mi ha iniettato in vena la prima dose di Eva Ibbotson (e non scrivo a caso: chi mi segue sa che è diventata una vera e propria droga…):

Mentre invece l’anno appena iniziato porterà a breve in libreria due romanzi che aspetto con impazienza: The messenger, il terzo capitolo della serie distopica iniziata col bellissimo The giver e continuata con Gathering blue (e qui voglio vedere se ho ragione io in un’ipotesi e se mi sono bevuta il cervello, come sostengono le mie amiche…) e L’eredità di Jenna, che riprende l’affascinante (o inquietante?) vicenda della giovane Jenna Fox e dei suoi adoranti genitori. :) Non ho le copertine italiane ancora, quindi accattatevi quelle originali. ^^

 

Streghe stregate

Streghe stregate

Eva Ibbotson

Inventiva e spumeggiante come al solito, l’autrice imbastisce una storia che tende al grottesco senza mai caderci: due streghe votate al bene litigano, e vengono sedotte senza saperlo da uno spietato pellicciaio, che le usa per portare a termine un piano agghiacciante. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco, soprattutto se a vigilare ci sono i Cacciatori di Cattiveria, con i loro Rilevatori di Cattiveria, i palloni aerostatici che vanno ad aria fritta dei politici, i formaggi salterini…
Eva Ibbotson è brava, bravissima, ma questo romanzo mi ha catturato meno di altre volte: anche se l’idea dei cappelli di serpenti da sola si vale la lettura.

The disreputable history of Frankie Landau-Banks

The disreputable history of Frankie Landau-Banks

 

E. Lochart

Viaggio in una scuola d’elite: la Alabaster, una delle cinque prep-school più quotate d’America, un ecosistema chiuso con proprie regole, riti, miti.

E’ il mondo in cui si trova catapultata Frankie Landau-Banks, quindicenne brillante e graziosa, prima con la guida della sorella Zada, poi da sola; ed è il mondo che Frankie desidera espugnare, piegare, riformare.

Un mondo chiuso, regolato da leggi sociali rigidissime e apparentemente immutabili, improntate a un’esclusività assoluta, all’appartenenza o meno ai gruppi “giusti”; a un apparente (ma nemmeno tanto) sprezzo per le ragazze, viste solo come creature amabili e graziose, da non coinvlgere nella attività più segrete del più segreto dei gruppi, quallo dei Bassotti, dedito a scherzi e facezie e, insieme, semplicemente un modo per forgiar elegami destinati a durare tutta la vita.

Ma Frankie, brillante, manipolatrice, decisemente più intelligente dei ragazzi che frequenta, non tollera l’invisibilità: e inizia quindi un piano di infiltrazione e conquista dei Bassotti: perché Frankie vuole cambiare le realtà che non le piacciono.

L’ambientazione è la cosa che ho trovato più intrigante. Sarà che è lontanissima dalla mia esperienza, ma trovo l’”acquario” in cui si muovono i ragazzi affascinante proprio perchè completamente lontano dalla vita “normale”, ma in parte tendente a replicarsi (si vedano le riunioni del padre di Frankie con i suoi ex compagni di scuola); resta il fatto che non ho empatizzato con nessuno dei personaggi. Nemmeno con Frankie, fondamentalmente mossa dall’ambiezione, e circondata da quelli che mi sono sembrati un campionario di cretini di prima categoria: la crema dell’Alabaster, niente di meno.

Ho mancato invece del tuto la tematica femminista individuata da molti blogger: la riscossa di Frankie non viene dall’esclusione delel ragazze e da un desiderio di riscossa, ma semplicmeente dal voler far breccia in una società chiusa, dal volersi mettere in mostra, dalla necessità di mostrare cosa vale – e quanto. Ma per sé stessa, non come generica lotta per i diritti delle donne.

Lo stile è squisito e divertente, un assoluto piacere da leggere, ma il romanzo è costruito in maniera da raccontare la protagonista da un punto di vista completamente esterno: mi sembrava di non sentire mai cosa provava, solo di vederlo raccontato.

Un libro difficile da definire, per me: al contrario di Unwind ho adorato la scrittura, ma non mi ha coinvolto né come personaggi né come tematiche.

Inizio a pensare di essere incontentabile…

 

Azzurrina

Azzurrina

Angela Nanetti & Octavia Monaco

C’era una volta una castellana bella e gentile, in un castello affacciato sul fiume; c’era una volta una bambina, in un castello affacciato sul fiume: bianca la pelle, bianchi i capelli, di cristallo gli occhi che guardano amabili il mondo. E c’era una volta un guerriero scuro e furente, che niente smuoveva: nemmeno lo sguardo limpido della sua bambina mai vista, o l’amore della dolce castellana.

Ma il colore di Azzurrina non è l’unico carattere miracoloso della bambina; anche se per vincere il dolore, e curare il cuore e il corpo, ci possono volere un tempo e una pazienza infiniti.

Incantevole fiaba in versi e rime di Angela Nanetti, di una delicatezza infinita ben resa dalle sempre meravigliose illustrazioni di Octavia Monaco, surreali e incantate come la protagonista.

Unwind

Unwind

Neal Shusterman

Si parte da una guerra: i Pro-life contro i Pro-choice, guerra che si ricolve con il Bill of life: la vita è sacra dal concepimento. Ma fra i tredici e i diciotto anni, un ragazzo può essere “abortito” retroattivamente, a patto che ogni parte di lui (“Oh, per legge il 99,44%: tiene in conto anche le parti non riutilizzabili, cara, come l’appendice” spiega una garbata infermiera a uno dei protagonisti, in attesa di essere smontato pezzo per pezzo) continui a vivere in qualcun altro: ossia, gli Unwind vengono usati come pezzi di ricambio – a carissimo prezzo. E’ un modo di vivere e di pensare che dà origine a tutta una serie di altre pratiche inquietanti: l’abbandono legale di bambini; le decime, ovvero bambini nati esclusivamente per essere donati al Signore come Unwind; il terrorismo dei clappers, in cui per protesta (contro cosa? Non lo sanno nemmeno loro) ci si trasforma in bombe umane che esplodono al minimo urto. E tre ragazzi, destinati alla divisione per i motivi più diversi, che lottano per sopravvivere, che crescono, cambiano, e decidono di cambiare quello che sta loro intorno.
Appassionante, inquietante, realistico nelle situazioni e nei personaggi, anche se ha una pecca: la scrittura. Non mi piace stilisticamente, per quanto l’autore sia estremamente accurato linguisticamente, caratterizzi benissimo la parlata di ogni personaggio, controlli bene descrizioni e dialoghi.

Catalogo dei genitori per i bambini che vogliono cambiarli

Catalogo dei genitori per i bambini che vogliono cambiarli

Claude Ponti

Genitori asfissianti, noiosi, permalosi, acidi, appiccicosi? Genitori indifferenti, distratti, possessivi, impiccioni? Genitori… che vuoi cambiare?
Questo catalogo, dettagliatissimo, ti viene incontro con un vasto assortimento di genitori garantiti per tutti i gusto e tutte le necessità!
Garantiti, spese di consegna gratuite!

ORDINALI SUBITO!

[Sì, ho adorato anche questo. E ho pensato di “farlo trovare per caso” a mia madre: che ci posso fare se ho un balordo senso dell’umorismo? XD]

 

The night circus

The night circus

 

The circus arrives without warning.

E senza avvisi se ne va, verso una nuova località, verso una nuova serie di spettacoli.

Senza avvisi e senza rumore, silenzioso e rapido, misterioso anche negli spostamenti: perché questo è Le cirque du rêves, dove sogni e sognatori si incontrano, fra  tende bianche e nere che custodiscono artisti raffinatissimi e intrattenimenti che devono qualcosa di più che all’abilità.

Perché è anche il campo di battaglia in cui da anni si sfidano Celia e Marco, giovanissimi maghi, armi brandite da maghi molto più antichi in una sfida senza tempo.

Per dimostrare cosa? Non lo sanno.

Per quanto tempo? Non lo sanno.

Come vincere? Non lo sanno.

Perché il circo diviene un palcoscenico, e quello che va in scena non è una sfida magica, ma il corteggiamento a distanza di due anime affini che non vogliono vincere, ma amarsi liberamente.

 

Premessa: The night circus mi è piaciuto molto; non è un libro facile da riassumere, e non è un libro, forse, per tutti: di storia e avvenimenti ne conta infatti davvero pochi, e mentre mette in scena alcuni personaggi interessanti, nella maggioranza dei casi sono figurine, prive di vera profondità, ombre che si aggirano fra i tendoni del circo stesso.

L’ho però trovato evocativo e ben scritto, e l’ambientazione mi ha talmente assorbito da soddisfarmi da sola.

Non è il capolavoro che stanno dichiarando, ma un buon esordio ricco di atmosfera e dal setting affascinante, con una curiosa storia d’amore.

 

Una nota: uscirà quest’anno per Rizzoli, con il titolo di Il circo della notte; spero davvero che mantengano la curatissima veste grafica inglese.

Cenerentola

Cenerentola

La fiaba è nota e stranota, raccontata e rimaneggiata in ogni forma: ma le illustrazioni non sono forse una maniera di presentare in maniera diversa un storia? Ecco, infatti, come rendono la bella ragazza accovacciata nella cenere, le cattive sorellastre, la matrigna crudele due grandi artisti: Kinuko Craft (scoperta grazie a Chaggy: Bellacara, a qualcosa serve anche lui! :P ), vincitrice del World Fantasy Award di quest’anno nella categoria degli illustratori, e Roberto Innocenti, uno dei più famosi e innovativi autori italiani d oggi (e di sempre, aggiungerei io).

La squisita Cenerentola seicentesca di Kinuko Craft:

L’elegantissima dama Belle Epoque di Roberto Innocenti:

Purtroppo di Innocenti si trova molto meno; spero comunque che le immagini che ho postato bastino a far intuire la meraviglia pura che è quel libro, quando quelle altrettanto belle di Kinuko Craft. :)