Skellig

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David Almond

Entra far parte dell'ottimo catalogo Salani – a mio giudizio la casa editrice migliore per quanto riguarda la letteratura per ragazzi –  un piccolo classico pubblicato un tempo nella benemerita collana dei Superjunior Mondadori (vedi Il fucile di Nonna Dowdel) e ormai introvabile.

Caso letterario esplodo con quindici anni di ritardo in Italia – ma meglio che mai – è la delicata storia di un ragazzo che si trova sradicato dallla propria realtà; trasferitosi con i genitori in una nuova casa caratterizzata dall'urgente bisogno di restauri, lontano dagli amici, è oppresso dalla malattia della sorellina neonata, costantemente in bilico fra la vita e la morte.

E nel garage cadente che si trova oltre la coltre di sterpaglie che un giorno sarà un giadino, scopre una creatura, vestita di nero e oppressa dall'artrosi, che adora il cibo cinese e la birra, ma ingurgita tutto ciò che le capita a tiro.

Un'occasione per prendere qualcuno – un vagabondo? un mostro? un angelo? – sotto la sua ala, e aiutarlo a volare di nuovo.

Delicata storia di un'amicizia e di una crescita, Skellig merita in toto la pubblicità che gli è stata fatta di recente; rimane lo sconforto di vedere che i buoni romanzi non necessariamente ricevono l'attenzione che meritano se non sostenuti da un apparato di marketing degno di questo nome.

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