Graceling

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Kristin Cashore

I Graceling hanno gli occhi l'uno diverso dall'altro, e un talento particolare: magari nella cucina, magari nel nuoto, magari… nell'assassinio, come la protagonista, giovanissima e già nota in tutti i sette regni per l'abilità spietata nel combattimento.

Al servizio di un re sciocco e vano, e alla continua ricerca di un'identità annegata dal suo talento, Katje deve trovare il coraggio di affidarsi agli altri, e di ribellarsi all'immagine che prima degli altri lei stessa ha di sè.

Ora, Graceling, non è un brutto libro, ma non è nemmeno un bel libro: privo di qualsiasi originalità nei personaggi e nell'ambientazione, di una banalità sconcertante nella trama, ha il merito di scorrere via facilmente. Come l'acqua, senza lasciare segno.

Alcuni diranno che l'idea dei Doni è bella: verissimo, e utilizzata già – e con che diversa profondità! – da Orson Scott Card nella meravigliosa (e non finita, sigh!) saga di Alvin Maker, e da Ursula K. LeGuin nel bel fantasy per ragazzi (e per adulti) I doni.

Per questo mi stupisco di come Graceling sia potuto diventare un caso editoriale in tutto il mondo…

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