L’Ultimo elfo

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Silvana De Mari

Il 27 gennaio è da qualche anno il Giorno della Memoria. Molti sono i libri – per ragazzi o meno – che avrei potuto segnalare per ricordare: ma tutti o quasi sono  incentrati sullo sterminio dei sei milioni di Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Mentre io voglio ricordare tutti i genocidi, di cui la Shoà deve diventare simbolo: genocidi lontani e vicini, in questo e in altri continenti.
E allora scelgo un libro che di genocidio parla, con voce chiara e la levità necessaria a spiegare il dolore e l'orrore ai piccoli; e insieme la possibilità di vincerlo per le persone normali, tramite la compassione.

Perchè se la Donna e il Cacciatore non avessero sfamato e scaldato il piccolo Elfo che vagava per la terra invasa dalla pioggia avrebbero commesso un crimine molto più grande dell'omicidio, cancellando il calore, l'affetto, la luce che brillava negli occhi dell'ultimo della sua razza. Una razza sterminata, annientata nel dolore per la perdita dei propri cari, affondata nel timore che gli altri avevano di loro.

Un timore che s'è rivelato più grande della compassione, ma non in tutti.

L'ultimo elfo è un libro da leggere, e da diffondere una volta letto: è la porta aperta per il ricordo, prima arma contro i genocidi che si profilano nel futuro.

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