Signore e signorine – corale greca

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Beatrice Masini

Dea, te ne prego, non cantare
il luccichio della guerra
lascia stare l'ira
che fa dire cose sciocche
davvero, al momento
anche dell'ingegno non m'importa:
ammetto che siano temi interessanti
per i poemi degli eroi
ma io non voglio parlare di eroi
e non voglio scrivere poemi.
Forse non sono capace
forse è solo che non mi va
forse è che sono altre le voci che ascolto
le voci segrete
che nessuno sente
le voci delle donne
le  parole che non si leggono nei poemi
le parole che i poeti non vogliono
che loro non sanno.
Che cosa  sognavano sa piccole
com'erano da ragazzine
che cosa volevano diventare
io dea io mercantessa io oratrice nella piazza d'Atene
io scultrice io navigante
tutte cose impossibili.
Allora dammi le parole del silenzio
le parole che viaggiano dalla testa al cuore
e ritorno
quelle che non si confessano nemmeno a se stesse
o si dicono solo all'amica più amica
o alla propria immagine specchiata nel fiume
leparole dei segreti
dei pensieri pensati
smascherati
sincere da far male
vere
sono queste le parole che voglio
dammele, dea
le modellerò, se posso
se tu mi aiuti
in storie che nessuno ha raccontato
storie nuove
perchè quelle donne sono di tutti
di tutti quelli che le ascoltano
le sentono parlare parole segrete  sincere vere
parole loro
e allora anche mie
anche tue, dea
e di chi legge
e leggendo le libera
finalmente
dalla prigione dell'inchiostro e della carta
eccole che vengono
le vedi, dea? eccole che avanzano
tutte insieme
belle stanche giovani vecchie pensose
libere di farci piangere sorridere
di farci male
di farci bene al cuore
libere di esistere
nei nostri occhi
nella testa
nelle orecchie che ascoltano
le loro parole


Antigone, Atalanta, Fedra; Lisistrata ed Ecuba; Arianna e Clitemnestra… Madri, sorelle, mogli scivolano con passo leggero fuori dal mito e parlano, svelando con delicatezza la vita, l'amore, il dolore di scelte obbligate o coraggiose, e di quel che dietro c'era, o c'è stato, o ci sarà.

Bellissima corale, appunto, di figure che nella narrazione di Beatrice Masini e nelle magnifiche, surreali iillustrazioni di Octavia Monaco respirano, piangono, amano, e invece che spettatori ci rendono in parte protagonisti del dolore e della verità del mito.

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