La stagione delle bombe

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Judith Kerr
 

 

Tanti anni fa avevo letto e apprezzato Quando Hitler rubò il coniglio rosa, quindi ho preso in mano questo piena di aspettative ed entusiasmo. 
Mi aspettavo di trasferirmi da Parigi a Londra,e  di vivere con la stessa aprtecipazione le avventure inglesi di Anna e della sua stravagante famiglia, ebrei tedeschi in fuga dalla Germania di Hitler.
 
Invece mi son trovata davanti a una resa storica e d'ambiente piattissima, personaggi che vanno dall'inesistente all'irritante, completa incapacità di coinvolgere il lettore e di caratterizzare protagonisti e minori, non uno sprazzo di ironia a illuminare dialoghi e narrazione nemmeno per sbaglio.
In più, devo capire se il cane senza vergogna che piazza un "gridò" o "gridando" una media di tre volte a pagina sia l'autrice o il traduttore: mi viene mal di testa solo a pensarle, tutte queste grida.
Volevo rileggere Il coniglio in vista di una recensione, ma dubito che lo farò: preferisco tener buono il ricordo di un romanzo che avevo amato dieci anni fa, che scempiarlo con una rilettura che potrebbe affossarlo senza rimedio.
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