Dentro Jenna

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Mary E. Pearson
 

 

Un romanzo sui limiti che la scienza dovrebbe imporsi? Forse, ma soprattutto, a mio parere, un romanzo su quello che siamo disposti  a fare per amore: l’amore assoluto e disperato dei genitori per i propri figli, e dei figli per i genitori: varcare ogni limite legale ed etico da una parte, annichilirsi nello sforzo di compiacere dall’altra: creare e proteggere un miracolo, fare in modo che il miracolo si realizzi.
 
Quando Jenna si risveglia non parla, non si muove, non ricorda chi è lei, chi le sta accanto, le parole che dovrebbe usare: non ricorda, soprattutto, l’incidente che l’ha costretta a letto e che ha convinto i genitori a cambiare stato e scegliere la soleggiata California per la sua lunga, peculiare convalescenza.
Ma se qualcuno non ricorda niente di sé, niente degli altri, niente di odori, sapori, amici, affetti, eventi, chi è veramente? Che cos’è che ci rende noi stessi, che costituisce il nucleo fondante della nsotra identità?
E quanto il corpo – il corpo con cui nasciamo – influisce su di noi?
 
 
Amore e identità, libertà e scelta: sono i temi fondanti di un romanzo profondissimo e toccante, che apre la strada al dubbio, alla discussione, alla riflessione: perché niente è bianco o nero, e molto dipende dalle scelte che si fanno, nella scelta come nei rapporti umani. 
 
 
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  1. Dentro Jenna è un libro scritto principalmente per un pubblico adolescenziale ma sono certa che anche gli adulti ne resteranno affascinati (come è successo a me).
    Cosa sorprendente è che non si parla di creature fantastiche e non fa parte di alcuna serie (anche se l'autrice ha scritto un sequel).
    La storia è raccontata dalla stessa Jenna, per cui il lettore viene messo a conoscenza dei pensieri e delle sensazioni della protagonista, coinvolgendolo ancora di più nella vicenda. L'autrice è riuscita a rendere bene il disorientamento e l'impotenza di Jenna. Davvero ben caratterizzata ma è impensabile riuscire a immedesimarsi nella situazione che sta vivendo.
    E' ambientata in California in un futuro che ha dell'incredibile e non è da escludere che possa verificarsi anche se trovo la visione davvero terrificante.
    E' un libro ben scritto, lineare e con un buon ritmo (particolare l'uso delle definizioni da dizionario), giusta dose di colpi di scena più o meno prevedibili e capace di far riflettere sulla vita, sulla morte, sul concetto d'identità, su fino a che punto un genitore può arrivare per salvare il proprio figlio e a che costo, e per finire problematiche mediche (per esempio l'idea di virus sempre più resistenti ai farmaci un tema, quest'ultimo, decisamente attuale).
    L'epilogo è quello più stupefacente soprattutto perché se per quasi tutto il romanzo, l'autrice si è mantenuta neutrale, nel finale ha deciso di prendere posizione (avrei voluto sapere in che modo Allys ha accettato la sua nuova condizione).
    Non manca il risvolto romantico ma è quasi inesistente e la cosa non mi dispiace particolarmente.
    Una lettura che offre uno sguardo su quella che potrebbe essere la società del futuro.

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