Nessuno può uccidere i Liombruni

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*Antefatto*

Tintaglia osserva compiaciuta un uommo a testa china davanti a lei.
Con gesto solenne, solleva una copia de Il mangianomi e la cala sulla spalla destra e la sinistra del giovane, dichiarando con voce sicura: “Iri, ti nomino mio Primo Assistente!”
 
Nomina guadagnata sul campo, dato che grazie al nostro Iri posso con soddisfazione pubblicare la trama del prossimo romanzo di Giovanno De Feo, Nessuno può uccidere i liombruni:
 
Dimenticatevi Peter Pan: il sogno di una perenne infanzia non è mai stato così pericoloso. Se in Avatar era la tecnologia a portarci in un mondo vergine e senza tempo, in questo romanzo è il sogno la chiave di accesso per una terra incontaminata che i suoi abitanti difendono ad ogni costo. De Feo inventa un originalissimo fantasy per adulti, giocando con la mitologia e trasfigurandone i simboli alla maniera di Neil Gaiman. Un'isola perduta che si raggiunge solo in sogno: lasciatevi condurre da Smiccio e Zenzero tra le regole di un gioco innocente e spietato come solo i bambini sanno essere.
 
“È l'alba. Scarmigliati e irruviditi di salsedine, Smiccio e Zenzero si svegliano. Un'amicizia fraterna li lega. Oggi è il giorno del loro compleanno mensile! Solo un pretesto per scambiarsi dei regali, dal momento che entrambi avranno per sempre 14 anni: perché potrebbe sembrare Procida, o qualunque altro scoglio incastonato nel Mediterraneo, svenuto sotto il sole che non lascia scampo, ma questa di Smiccio e Zenzero è un'isola di sogno sospesa nel tempo di un'estate eterna. Per i due ha inizio così un'altra giornata da consumare tra passatempi intinti nell'innocente ferocia di ragazzini; una giornata ideale per sparare ai gabbiani, per insanguinarsi i piedi in corse tra sassi e sterpi, per fare un giro in barca fino alle statue dei Colossi che vegliano l'isola. Per scoprire, lontana, una macchia scura, qualcosa qualcuno. Un Alto! Inseguirlo è un divertimento. Come raggiungerlo. E poi ucciderlo. Benvenuti in questo viaggio in un mondo fantastico e oscuro, dove gli Alti non sono che gli adulti, quei pochi sopravvissuti all'orgiastica notte di violenza della Carnara; dove i sanguinosi Certami sono le sfide che risolvono le contese; dove i ragazzi possono diventare potenti Baroni e le ragazze belle e perfide Capere, signore dello Struscio serale e di amori brevi e fulgidi come fiammate. Questa è l'isola dei Liombruni,uno spazio incantato in cui i sentieri si snodano insieme alle intricate storie delle Sibille,opulente profetesse che predicono il futuro, e di quei semidèi chiamati Scalzi, spietati bambini senza ombelico e coi piedi di vetro – dunque mai nati e privi di radici – padroni di Ombre, Vento, Nuvole, Sabbia e di tutte le forze della natura. Un sogno collettivo destinato a incrinarsi sotto il peso delle passioni più adulte che pian piano vi si insinuano: l'amore proibito di Smiccio per la capera Cecella, la bruciante gelosia di Zenzero, l'avidità dei Baroni, mentre si fanno e disfano alleanze, e inesorabile si prepara una nuova, ultima, devastante Carnara.”

 
Fa forse un po’ troppo Pan di Francesco Dimitri, ma ne Il Mangianomi De Feo ha costruito una splendida vicenda  a partire da elementi assolutamente classici: sono curiosa di vedere come se la cava questa volta, e tengo ben presente che adoro come scrivi. ^^
 
Segnalo anche l’altro motivo che mi ha indotti all’investitura sul campo del valoroso Iri: dopo i bei booktrailer dedicati a Silvana de Mari, ha rivolto la sua attenzione proprio a De Feo,  con questo suggestivo risultato: 

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Una risposta »

  1. Grazie madama Tintaglia *___*
    guardati il sito che ho linkato sull'altro commento!
    Sono sempre io. XD

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