Un gatto non è un cuscino

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Christine Nostlinger

Io non rispondo a un nome. Sono un gatto libero.
 
Così dichiara orgoglioso colui che fu Miciomicio, Samuele, Muccibù e Cicciobomba: un gatto nero dai guanti bianchi, le zampe svelte e un incontrastabile desiderio di libertà, fin da quando arrancava dietro ai fratellini per un goccio di latte, nella paglia profumata di un fienile.
Ogni nome una vita da gatto di casa: spupazzato, coccolato, ipernutrito, lusingato, rimproverato per ogni normale comportamento da gatto: non si caccia! Non si va per i tetti! Non si marca il territorio! 
 
E lui, il gatto libero, sceglie la scomodità dei parchi e dei giardini, il fascino delle gattine di strada, topolini e uccelli per cena pur di vivere come vuole e come sente.
 
Deliziosi i disegni, molto ben descritte le manie dei proprietari (mi ci metto in mezzo anch’io – anche se a uccellini di varia natura mi sono rassegnata) per un libricino leggero leggero, che lascia poco il segno. Avevo decisamente preferito la voce felina del Brutto gattaccio! di Anne Fine.
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