Starcrossed

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Josephine Angelini
 

I semidei sono fra noi: discendenti degli abitanti dell'Olimpo, dotati di incredibile bellezza e eccezionali poteri, e costretti dalle Furie a combattere fra loro guerre antichissime, perse nella notte dei tempi: sangue chiama sangue chiama sangue chiama sangue, in un’inestricabile spirale di vendetta che dovrebbe portare, infine, a un’unica grande Casa i cui membri, legati da vincoli di parentela, siano immuni alle voci insistenti delle Furie, e possano compiere la profezia finale.
 
Detto questo, Helen Hamilton è una ragazza come tante – o vorrebbe esserlo; certo, tutti la fissano, corre più veloce di chiunque altro, scardina porte se non sta attenta e il fiato non le manca mai, ma di dèi, guerre ancestrali e destini già stabiliti niente sa e ancor meno le importa. Finchè le Furie si presentano davanti a lei, e ne scatenano l’ira funesta contro Lucas Delos e i suoi familiari – appena arrivati sull’isola, bellissimi e ricchi di talenti.
E parte di una grande, antica famiglia. O Casa, per essere più precisi.
 
La mitologia fa così irruzione nella vita di Helen stessa e nella storia, che ripropone lo stesso rutilare di talenti mitici, amori impossibili, passeggiate negli inferi, profezie, parentele intricatissime che son state la croce e delizia di chi fin da piccolo ha amato gli dèi greci e s’è applicato volenterosamente a sciogliere i tanti nodi lasciati dalle loro vicende, così lontane del tempo e vicine nello spirito: quel che li rende miti, parte del sentire e dell’immaginario comune che impasta il nostro essere.
O per chi è cresciuto con Pollon. Come me. ^^
 
Ho sempre amato le riscritture dei miti greci: Signore e signorine è stata una delle letture più belle dell’anno passato; Dicono di Odisseo di Imme Dros dà una visione interessante e divertente dell’Odissea, e sono molti i romanzi per adulti e i fumetti (L’età del bronzo per sempre, se l’autore lo terminasse!) che mi hanno offerto una visione differente del mito; ed è proprio questa vitalità, la stessa che traspare da Starcrossed e che l’ha reso un romanzo di successo, a dimostrare il valore che possono avere le antiche storie anche oggi, soprattutto oggi.
Mi dispiace solo una cosa: il romanzo termina con un cliffhanger enorme, e con un ottimo personaggio entrato in scena col botto (letteralmente) ma visto troppo poco in scena, che apre infiniti sentieri nella storia; sarei stata curiosa di scoprire già di più su Daphne, personaggio che compare tardi nella storia, ma aleggia come un'ombta su tutta la narrazione.

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