Lament – The Faerie queen’s deception

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Maggie Stiefvater

La musica scorre dall’arpa celtica di Deirdre con la facilità con cui respira; armonie e note, fraseggi e melodie le si parando davanti agli occhi, le scivolano nelle orecchi perché lei possa impadronirsene e farli suoi.
Non è con altrettanta facilità, però, che trova il coraggio di mostrare in opubblico il suo talento, né tantomeno di abbordare Luke, fascinoso flautista dai capelli biondi e dagli occhi impenetrabili; finchè un giorno lui le propone di suonare insieme e la magia si compie.
Nel vero senso della parola.
Fenomeni inspiegabili iniziano ad accadere intorno a Deirdre; quadrifogli fioriscono sotto le sue dita, gli oggetti rispondono al suo comando; strani personaggi le si aggirano intorno e la nonna le infila al dito una anello di ferro, portato per generazioni dalle donne della sua famiglia, e le dice di diffidare di Luke.
A ragione. Perché la missione del flautista non è portare la musica nel mondo, né rendere felice una ragazza giovane e ricca di speranze; ma qualcosa di molto più oscuro, cui è legato da un patto di fedeltà e sangue.
 
Premetto che Shiver mi era piaciuto moltissimo: una rivisitazione del licantropo appassionante e delicata insieme, un protagonista maschile ricco di sfumature e tenerezza, una vicenda ben costruita.
Premetto anche che non posso lamentarmi di Lament (ahahahah… Ok, la smetto. E’ che ho bisogno di dormire. Non abbandonate il blog, su… Prometto di non far più battutacce…) : scrittura scorrevole, personaggi piacevoli, ambientazione discreta. Ma sa tutto un po’ troppo di già visto e già letto: il protagonista maschile tormentato e misterioso, la ragazza timida ma piena di talento (soprattutto magico…) che sbanda come una moto sul ghiaccio per lui, il corteggiamento ambiguetto, la nonna mezza strega, fate e fatine di dubbie intenzioni, il migliore amico simpatico ma sfigatello e stereotipi assortiti.
Tutti trattati con grazia, ma che non fanno del romanzo niente di più di qualche centinaio di pagine utile a staccare il cervello, privo di sorprese di sorta. Buono in certi momenti, ma non se si vuole qualcosa di consistente in cui affondare le zanne.
 
Nota:  Io l’ho letto in originale, ma col titolo di Whisper* il romanzo è disponibile in italiano da qualche mese. 
 
*Misteri degli uffici marketing, che vi devo dire…
 
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