Mary Tempesta

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Alain Surget

Una ragazza come protagonista, un travestimento da uomo che la accompagna da quando ha sei anni e deve impersonare il fratellino morto, campi di battaglia, navi corsare, battaglie, duelli, tesori. Una vita vissuta alla ricerca dell’avventura, sotto un’identità che nega quella con cui è nata e che a sua volta ne è negata, in continuo conflitto, alla ricerca di un modo di vivere che non la spezzi in due.
Ma, nonostante il tema e il bellissimo inizio, non mi è piaciuto: i personaggi sono di carta velina, intercambiabili (inclusa la protagonista), dalle psicologie superficiali ed elementari. E tutta una serie di caratteristiche di Mary (la tendenza all'autolesionismo, per dire) vengono appena accennati, mentre i dialoghi fra le sue due identità sono di una banalità imbarazzante. Trascurata anche l'ambientazione storica: se non ci fossero state le date non avrei saputo se era il '700, il '500 o un qualsiasi altro secolo dotato di armi da fuoco e navi corsare. Pirate di Celia Rees è di ben altra pasta, sebbene sia una storia completamente inventata invece che appassionante storia vera, come quella di Mary Reed.
 
Ultima nota, che ritengo comunque importante – visto soprattutto che si ripete in tutti i romanzi Rizzoli su cui ho ultimamente messo le mani: il testo è pieno di errori anche gravissimi: in Mary Tempesta, in particolare, ho perso il conto del numero di “e” congiunzioni sostituite alle “è” verbo, e viceversa. Per me è un peccato mortale.
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