Sisters red

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Jackson Pearce

 

Georgia, sette anni fa. Un uomo affascinante si avvicina a due belle ragazzine vestite di rosso, che vivono in un cottage nella foresta con la nonna.
E sbrana la nonna prima di attaccare le bambine.

Oggi, Scarlett e Rosie sono due cacciatrici: conoscono il segreto dei Fenris, licantropi che perdono la loro anima umana e mutano in lupi, cacciando poi belle ragazza per sbranarle.
Scarlett è sfregiata dalle cicatrici del suo primo scontro con un Fenris, cicatrici nel corpo e nello spirito: l’unico amore, l’unica passione è la caccia. Ha imparato a attirare i lupi, adescarli, ucciderli, vendicando la morte della nonna e il suo stesso dolore.
Rosie deve la vita alla sorella, ma sebbene il suo cuore batta all’unisono con quello di Scarlett, sogna una vita diversa: una vita normale, da ragazza normale, che viaggia e ama.
Silas è il compagno di caccia di Scarlett, e conosce Rosie da sempre: perché allora quando si rivedono dopo un anno, tutto sembra diverso, e l’aria fra di loro diventa elettrica?
Proprio mentre i lupi iniziano a radunarsi in vista di un evento raro e importante, e Scarlett vuole approfittarne per cacciare, cacciare, cacciare…

Sono affascinata: questo romanzo è un disastro su tutti i fronti. Leggerlo è stata una penitenza delle peggiori, visto che pagine fragranti di storie scrtte molto meglio e decisamente più interessanti mi occhieggiavano dallo scaffale.

Stilisticamente sciatto, ambientazioni non pervenute né dal punto di vista geografico né da quello temporale (cerco ancora di capire che fine abbiano fatto internet e cellulari, visto che dovrebbe essere ambientato al giorno d’oggi), crateri nella trama, cattivi che sembrano Trudini da come vengono sconfitti al volo (ma cattivi cattivissimi, e tanti che sembrano “spuntare dalle fottute pareti”, per citare Tanabrus), personaggi di una piattezza che ricorda i campi di mais in Kentucky, e come tocco di classe una storia d’amore di sincera, imbarazzante semplicità. Nel senso di “stupidità”, non di “pulizia”.
Ci sarebbe altro, molto altro, ma ho già scritto in abbondanza durante il gruppo di lettura, e francamente Sisters red non è un romanzo che si meriti la fatica di rielaborare tutte le osservazioni che ho fatto per svergognarlo anche qua nel dettaglio.
Basti sapere che l’avrei piantato in asso a pagina quaranta, a dir tanto, se non fosse stato per YA e dintorni.

…e l’ho proposto io, mannaggia a me!

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