The disreputable history of Frankie Landau-Banks

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E. Lochart

Viaggio in una scuola d’elite: la Alabaster, una delle cinque prep-school più quotate d’America, un ecosistema chiuso con proprie regole, riti, miti.

E’ il mondo in cui si trova catapultata Frankie Landau-Banks, quindicenne brillante e graziosa, prima con la guida della sorella Zada, poi da sola; ed è il mondo che Frankie desidera espugnare, piegare, riformare.

Un mondo chiuso, regolato da leggi sociali rigidissime e apparentemente immutabili, improntate a un’esclusività assoluta, all’appartenenza o meno ai gruppi “giusti”; a un apparente (ma nemmeno tanto) sprezzo per le ragazze, viste solo come creature amabili e graziose, da non coinvlgere nella attività più segrete del più segreto dei gruppi, quallo dei Bassotti, dedito a scherzi e facezie e, insieme, semplicemente un modo per forgiar elegami destinati a durare tutta la vita.

Ma Frankie, brillante, manipolatrice, decisemente più intelligente dei ragazzi che frequenta, non tollera l’invisibilità: e inizia quindi un piano di infiltrazione e conquista dei Bassotti: perché Frankie vuole cambiare le realtà che non le piacciono.

L’ambientazione è la cosa che ho trovato più intrigante. Sarà che è lontanissima dalla mia esperienza, ma trovo l'”acquario” in cui si muovono i ragazzi affascinante proprio perchè completamente lontano dalla vita “normale”, ma in parte tendente a replicarsi (si vedano le riunioni del padre di Frankie con i suoi ex compagni di scuola); resta il fatto che non ho empatizzato con nessuno dei personaggi. Nemmeno con Frankie, fondamentalmente mossa dall’ambiezione, e circondata da quelli che mi sono sembrati un campionario di cretini di prima categoria: la crema dell’Alabaster, niente di meno.

Ho mancato invece del tuto la tematica femminista individuata da molti blogger: la riscossa di Frankie non viene dall’esclusione delel ragazze e da un desiderio di riscossa, ma semplicmeente dal voler far breccia in una società chiusa, dal volersi mettere in mostra, dalla necessità di mostrare cosa vale – e quanto. Ma per sé stessa, non come generica lotta per i diritti delle donne.

Lo stile è squisito e divertente, un assoluto piacere da leggere, ma il romanzo è costruito in maniera da raccontare la protagonista da un punto di vista completamente esterno: mi sembrava di non sentire mai cosa provava, solo di vederlo raccontato.

Un libro difficile da definire, per me: al contrario di Unwind ho adorato la scrittura, ma non mi ha coinvolto né come personaggi né come tematiche.

Inizio a pensare di essere incontentabile…

 

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