Solo con un cane

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Beatrice Masini

Cominciò con i gelsomini.

E proseguì con i cani.

Miro e Tito: un bambino e un cane, in fuga dal pericolo. Verso la crescita, la conoscenza di sé, un’amicizia che deve venire forgiata nel fuco della paura, della solitudine, della speranza.

L’idea è minima ma deliziosa, la scrittura sempre finissima e cesellata, e Beatrice Masini è ottima nel prendere il punto di vista dei bambini (e, in brevi sprazzi, quello del cagnetto Tito, qui).

Ma mi ha lasciata perplessa l’ambientazione (un paese in cui si va a scuola normalmente, con presidi e prof di matematica, in cui si citano Alice e Emily Dickinson, ma in cui ci sono spadoni e carrozze?  :S) e non mi è piaciuta la risoluzione finale: ho come avuto l’impressione che l’autrice non sapesse come farlo finire, semplicemente.

Un peccato, perché la seconda parte del libro, in cui Miro attraversa e sconfigge i Mostri peggiori dell’animo, è veramente mirabile.

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    • Solo con un cane. Sono le ultimissime pagine che mi hanno lasciato perplessa; per il resto è un bellissimo romanzo. 🙂
      E tieni conto che un libro che non mi convince di Beatrice Masini è comunque di solito due gradini sopra la produzione media. XD

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