Lies beneath

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Anne Greenwood Brown

Un tonificante ritorno alle origini del mito delle sirene, che qui infestano i Grandi Laghi americani e sono (udite udite!) serial killer che cacciano gli umani affascinandoli e annegandoli per nutrirsi delle lro emozioni. E anche se Calder, il protagonista, eroicamente ha resistito per sei mesi all’impulso (e sa benissimo di essere un assassino) ciò non toglie che pressochè senza scrupoli, e che persista a progettare l’omicidio del padre della ragazza di cui si è innamorato. Che, per inciso, lo trova francamente inquietante, questo suo nuovo spasimante.

Finalmente! Basta con vampiri vegetariani che brillano come Swaroswsky! A mare ( letteralmente! XD) i mostri di buoni sentimenti (se sono mostri un motivo ci sarà!)!
E se proprio la protagonista si deve innamorare di uno stalker con tendenze psicotiche che lo faccia consapevolmente, per Crom!
…se non si è capito Lies beneath mi ha divertito moltissimo, e rincuorato: c’è ancora qualcosa di buono nel paranormal, se si ha la fortuna di pescarlo (oggi sono una spiritosona…) al momento giusto. Mi è piaciuta inoltre la scelta di utilizzare il punto di vista di Calder, di mostrarne la disumanità, di far sentire in prima persona il bisogno di cedere agli istinti del branco, della migrazione, della nutrizione, e insieme il bisogno di combatterli, ereditato dal suo passato umano – una lotta dura, pressochè impossibile, e che comunque non fa perdere a Calder la crudeltà ferina della bestia.

Lies beneath esce oggi in America; ringrazio caldamente l’editore per avermi fornito una copia digitale in vista di questa recensione.

 

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