Goose chase

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Patrice Kindl

Le sventure di Alexandria Aurora Fortunato sembrano non avere fine: incantevole come l’alba (anzi di più: possono capitare albe uggiose, nota, mentre lei è sempre assolutamente, indefessamente incantevole…), piange diamanti e dai suoi capelli spazzolati piove polvere d’oro. E tutto questo sembrava una favola alla piccola guardiana d’oche, premiata così da una vecchia avvizzita cui ha donato il suo ultimo sorso di acqua e il suo tozzo di pane. Finchè non si è trovata alla porta un principe da una parte e un re dall’altra, con i rispettivi eserciti al seguito, e la richiesta che scelga chi fra i due sposare; e, soprattutto, finchè non si trova con parecchie tonnellate di pietra e sbarre fra sè, i propri affari e la propria libertà, chiusa in una torre in maniera da prendere con calma la propria decisione.

Per fortuna uno stormo di oche determinate e l’intelligenza pronta di Alexandria posso bastare a cambaire la sua sorte… più di una volta.

Ho riso fino alle lacrime: Alexandria è intelligente, determinata e piena di inventiva, e ha una linguaccia biforcuta che ben le serve ad affrontare le fiabesche situazioni della sua avventura con lo spirito giusto; e i topoi della fiaba ci sono proprio tutti, anche se trattati sorridendo sotto i baffi.
Un libro ADORABILE.

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  1. Pingback: Keeping the castle | La città dei libri sognanti

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