Io venìa pien d’angoscia a rimirarti

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Michele Mari

 

Immaginate:

Un Giacomo Leopardi in odore di licantropia.

Un ermo colle.

Una donzelletta con un mazzolin di rose e viole.

E la Luna.

Il tutto nel diario del preoccupatissimo Carlo Orazio, fratello minore del poeta adolescente, che riporta ansioso gli strani comportamenti che da qualche tempo affliggono l’amato fratello – il tutto realizzato con una mimesi linguistica e una preparazione dal punto di vista letterario che hanno dell’incredibile.

Michele Mari, IO TI AMO.

 

N.B: e con Io venìa pien d’angoscia a rimirarti inauguro una nuova categoria, la YA friendly: ossia quei libri che non sono scritti per ragazzi, ma che si possono godere benissimo nonostante questo (che mi spezzerebbe il cuore non recensire o segnalare per una banale questione di etichette, lo ammetto!)

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