Columba

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Allan Burnett

Al castello di Urqhuart, sulle rive del Loch Ness, ho incontrato un cantastorie: un cantastorie vero, che sullo sfondo delle rovine raccontava alla folla riunita la storia di un santo, proveniente dall’Irlanda, e che per quei lidi era passato disseminando – dice la leggenda – il suo cammini di miracoli. Quel santo si chiamava Colombano (Columba, in inglese), e quel cantastorie si chiamava Allan Burnett, e portava con sé una piccola selezione di libricini su grandi personaggi della storia scozzese. Ho scelto, appunto, Columba, e  una piccola biografia di Mary di Scozia (prossimamente su questi monitor).

Sono due libri apparentemente simili, ma che presentano problematiche differenti: mentre infatti nel libro su Mary lo scrittore attinge a una mole di fati storici incontestabili, con columba si muove sulle sabbie mobili che uniscono la Storia al Mito; e lo fa con abilità, chiarendo benissimo ai suoi piccoli lettori quali sono i confini fra quello che si sa e quello che si ipotizza, e ancora quello che è stato raccontato, ma…

Il risultato è un centinaio di pagine divertenti, scritte con raro brio, e insieme precise e accurate sia nella ricostruzione della figura semimitica del santo irlandese, sia nella presentazione del metodo di ricerca che uno stico adotta nell’indagare un periodo poco documentato.

Mi spiace solo pensare che un ottimo scrittore di divulgazione per bambini non arriverà probabilmente in italia, nonostante l’indubbia qualità del suo lavoro – e insieme, quanto sarebbe bello se la nostra Storia, così ricca di eventi, personaggi, avventure trovasse un cantastorie alla sua altezza!

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