Bugiarda

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Justine Larbalestier

Giuro di dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità.

Ma quando a dichiararlo è una bugiarda compulsiva, che lo ammette serenamente, torna in mente l’antico paradosso: “Quando un bugiardo dice di mentire mente, o dice la verità?”

E Micah è una bugiarda cronica da almeno tre generazioni, come suo padre e sua nonna; mente per il gusto di mentire, per passare inosservata o per farsi notare, o forse per nascondere sotto una montagna di falsi segreti il segreto più grande, la malattia di famiglia che la perseguita fin dalla nascita.

Finchè la sua vita – già non normalissima, diciamocelo – non viene sconvolta dalla morte di Zach, l’unico ragazzo con cui a scuola avesse stretto i rapporti, il suo ragazzo (e il ragazzo di un’altra insieme), popolarissimo, gentile, intelligente.

E la scuola inizia a sospettare di Micah, per le sue bugie e perchè la paranoia inizia a diffondersi, mentre lei, stranamente, si avvicina alla ragazza ufficiale di Zach e al suo migliore amico.

 

Ho trovato peculiare e intrigante la… “materialità” del romanzo; tutto viene scomposto in materia (carne, odori, sapori, sensazioni, funzioni fisiologiche) dando una dimensione strana e particolare alla narrazione che mi piace molto.

Come mi è piaciuta molto la struttura, apparentemente confusionaria: la suddivisione in mini-capitoli che offrono scorci brevissimi del prima, del dopo, della storia familiare di Micah contribuisce all’impressione di una narrazione in prima persona, frammentata come potrebbe davvero essere una confessione.

Ho trovato invece trascurate le dinamiche scolastiche, e poco approfonditi i rapporti tra i vari personaggi, con l’esclusione di quello con Sarah; ma forse è un riflesso di come la protagonista vede e interpreta il mondo intorno a lei.

Il finale, infine: mentre molti sono rimasti sconcertati e delusi, io l’ho trovato soddisfacente – e adatto, adattissimo al resto del romanzo.

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  1. Pingback: Bugiarda di Justine Larbalestier : Living for Books

  2. Ho letto questo libro qualche tempo fa e mi era piaciuto. Il finale in effetti più che chiarire lascia davvero tantissimi dubbi, ma è adatto al resto della storia.

  3. Pingback: Damage done | La città dei libri sognanti

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