Interviste da favola!

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È con viva e vibrante commozione (cerebrale, dice il medico) che oggi il mio modesto blog ospita un’intervistatrice e tre personaggi d’eccezione.

Tesoro, il piacere è mio!

Lei è Bella, l’Oprah Winfrey delle fiabe, la Bella Addormentata che abbiamo imparato a seguire e amare grazie ai suoi saggi interventi sul blog Al peggio non c’è mai fine (non avrete davvero creduto che sia segnalato nel blogroll per Chagall, spero!)

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Non ha bisogno di presentazioni, spero!

Ecco, brava, diglielo a quel somaro. E non è nemmeno stato al Paese dei Balocchi!

Loro sono ospiti altrettanto da favola: Barbara Fiorio, frequentatrice assidua dell’universo fiabesco, autrice della delicata Spumiglia, una Biancaneve in versione veneziana.

La mia adorata Barbara! Che emozione. Corro a mettermi la corona.

Deborah Epifani, scrittrice dai molti volti e dai molti generi, che ha fatto ghiacciare le calli nella sua versione de La regina delle nevi, Nena e l’anello d’oro.

Deb, sei divina! Non è che potresti surgelare anche il mo principe, ora?

E infine Andrea Storti, la mente dietro quelle meravigliose Fiabe per leoni veneziani di cui ho già parlato, e che includono le fiabe di Deborah e Barbara appena citate.

Ehm, Tinta… E questa chi cavolo è, un’amica tua? Io non l’ho mai sentita nominare.

E adesso, sopraffatta da tanto onore, mi metto in un cantuccio a sgranocchiare marzapane (me l’ha portato Barbara, pare che un B&B nei boschi che conosce lei ne produca a tonnellate) e lascio a loro la parola. ^^

 

Bella: Lo specchio vi rivela che la vicina di casa fa gli occhi dolci al vostro compagno, a chi vi rivolgete per un sano avvelenamento?

Barbara: Eviterei accuratamente la strega della Sirenetta, ha un tariffario piuttosto discutibile che varia dalla voce all’uso delle gambe, nessun uomo vale tanto.

E rinuncerei anche ai servigi della strega di Biancaneve, da cui avrei un trattamento privilegiato grazie all’intercessione dello specchio magico, ma che ha sempre avuto qualche problema di efficacia: prima di arrivare a quella benedetta mela ci ha provato con un pettinino e una cintura. Un pettinino e una cintura, dico io! Ai sette nani è bastato levarli. E non mi esprimo sui risultati a cui ha portato il morso di quella mela…

Penso che regalerei alla mia vicina un soggiorno in un incantevole bed & breakfast nella Foresta Nera, una piccola struttura storica fatta di marzapane e deliziosi pasticcini, gestita da una dolcissima vecchina. Credo che basti un weekend, ho notato che la mia vicina non è magrissima, le bastano un paio di giorni per diventare adatta a un buon brasato.

Non è che mi passeresti l’indirizzo del B&B? Ci mando mia suocera in vacanza.

Andrea: Cara Bella, prima di avventurarmi in questa pseudo-pazza-intervista, vorrei avvertirti del fatto che… sono un maschio. Ebbene sì, mi spiace ma è così. Lo dico a scanso di equivoci perché mi sembra che tu ti sia incamminata su una strada tutta al femminile.

Certo, ti capisco, il mio nome trae in inganno. Me ne rendo conto tutti i giorni, avendo a che fare con dei clienti di altre nazionalità. Però sono un maschio, e sono pure etero, quindi faccio finta che sia il vicinO a fare gli occhi dolci alla mia compagna, okay? Così risolviamo la questione.

Dunque… a chi mi rivolgerei? Ammetto che Malefica, una strega che TU dovresti conoscere bene, mi è sempre stata simpatica. Potremmo quasi dire che l’ho sempre ammirata. Sarà il portamento regale, il mento spigoloso, la pelle pallida… le corna in testa! Tutto ciò me l’ha sempre fatta sembrare affascinante, di carattere! E poi che stile! Dare una punizione a tutti, e non solo a te. E diciamocelo, è l’unica strega che c’aveva pure ragione, a incavolarsi. Insomma, potevate pure invitarla a quella festa!

Hai guardato troppi film Disney, ecco il tuo problema, cara!

Deborah: Prima di tutto lo specchio dovrebbe farsi i fattacci suoi. Ma va be’, lo perdono perché è per una buona causa. Conosco una tizia (alta, trucco pesante, puzza sotto il naso, doppia personalità) che sta facendo concorrenza ai meleti della Val di Non. Dicono che le sue mele siano una favola, stupende da vedere… da mangiare un po’ meno, mi sa. L’ASL sta cercando di capire quali crittogamici usi dopo che ha steso la figlioccia con una delle sue famose mele caramellate, ma lei si ostina a non rivelare il brevetto. Tipe così mi piacciono. Belle decise, imprenditrici moderne. Ecco, io mi rivolgerei a lei.

Secondo me è lo specchio ad avere problemi di vista!

Barbara respinge l’assedio dei principi azzurri

Bella: Ragazze, c’è questo Barbablù che mi ha invitato a uscire. Suggerimenti per il primo appuntamento?

Barbara: Ma certo, cara. Sei proprio una ragazza fortunella!

Fai così, fidati che io lo conosco: compra una piccola chiave e appendila a una catenina che metterai al collo la sera del vostro appuntamento. Quando lui la noterà, perché la noterà, digli che sei un’appassionata di piccole chiavi e che non puoi resistere alla tentazione di usarle tutte, compulsivamente, appena ne hai qualcuna tra le mani. Non è colpa tua, è più forte di te, sei nata con questo problema.

Poi fammi sapere.

Uhm… ci sei uscita pure tu?

Andrea: Te lo ripeto perché forse eri distratta. Sono un maschio. Un ragazzO. A man. Un garçon, se preferisci.

Da ragazzO ti suggerisco un’accetta, perché fidarsi è bene ma non fidarsi… E poi, ti pare normale uno che si tinge la barba di blu? No, dico. Enzo Miccio avrebbe qualcosa da ridire.

Te lo dico da amico (circa), prenditi un’accetta. Per sicurezza. Fattela prestare dal tuo fidato boscaiolo. Sì, lo so che è un tuo amico INTIMO, non fare la finta tonta. E no, non fingere di dormire. Funziona con Filippo, ma non con me.

Non te la prendere! E poi chi è sto Enzo, un tuo ex? Sei parecchio complessata, gioia, lasciatelo dire.

Deborah: Scusa, ma se esci con un tizio che ha la barba blu sei un tantino disperata, tesora. Però se proprio vuoi gettarti tra le braccia di questo truzzo egocentrico, io ti consiglio una bella accetta portatile. Adesso le fanno da borsetta. Se vuoi c’è pure la versione leopardata. Un figurone, cara. Ricordati di evitare tutti gli armadi e gli stanzini bui, mi raccomando.

Guarda che c’è uscita pure Barbara, TESORA!

Ansio e Greta

Ansio e Greta

Bella: La strega della casetta di marzapane ha pigliato un paio di bei ragazzini in carne. Qualche ricetta veloce e sfiziosa?

Barbara: Con la carne giovane fai degli ottimi arrosti. Io ne consiglierei uno alle cipolle, per smorzare quel gusto dolciastro tipico degli adolescenti che si nutrono di zuccheri e prodotti industriali.

Suggerirei inoltre di farne un tutorial gastronomico da far girare su youtube, sono convinta che l’altissimo numero di contatti porterebbe lauti guadagni. Benedetta Parodi rosicherà d’invidia.

Immagina la Clerici!

Andrea: Non sono un esperto di cucina, lo ammetto. Però adoro i risotti! Credi si possa fare un risotto? Forse no. Si potrebbe optare per un arrosto che rimanga un po’ caramellato, con un sughettino alla frutta. Poi, certo, bisognerebbe capire una cosa: quanto grassocci sono questi ragazzini? Perché la ciccia deve avere la sua parte!

Non sai cucinare, sfido che Enzo ti lascia! Ricorda, gli uomini si prendono per la gola o per il perizoma. La testa è assente, inutile provare.

Deborah: Ah, non c’è nulla di più buono dello stufato di bambini cicciotti come lo faceva la moglie del gigante… come si chiamava? Ma sì che lo sai, quello con la fissa per i fagioli. Comunque. Lei ci metteva la giusta dose di verdure di contorno da leccarsi i baffi. Mi raccomando agli aromi; il segreto è non lavare i bambini per due giorni. Prima li fai giocare da mane a sera, poi li corichi così come stanno. No cara, non levargliele, le scarpe da ginnastica, ti privi del meglio! Idem il giorno dopo. La sera li chiami a raccolta per il bagnetto e li fai andare a fuoco lento, mescolando ogni tanto. Guarda, secondo me se li accompagni con la polenta ci stanno benissimo. I funghi non li devi manco comprare, usi quelli dei piedi.

Io li servo con contorno di raperonzoli, c’è la vecchia nella casetta dietro il mio castello che li vende due neonati al chilo.

Nena e l'anello d'oro

Nena e l’anello d’oro

Bella: Quel babbeo del vostro compagno vende tutto quello che avete per un pugno di fagioli magici. Come lo sistemiamo, l’allocco?

Barbara: Mi risulta che l’orco che vive lassù, in cima alla pianta di fagioli cresciuta in una notte dopo che ho scaraventato allocco e acquisto fuori dalla finestra, sia particolarmente ricco e ghiotto di esseri umani.

Non pensavo arrivasse il giorno in cui avrei gioito per tutte le volte che ho suggerito al deficiente di andare in palestra a rimettersi in forma e non sono stata ascoltata.

Ho sentito giusto ora un leggero punf fuori dalla porta.

Andrea: Ehm… non vorrei essere ripetitivo, ma son maschio. E non sono gay. Quindi… Cioè, non vorrei essere razzista, ma comincio a pensare che la storia sulle bionde non molto sveglie sia, come dire… autentica!

Comunque, siccome non sono permaloso, posso sempre fare finta e recitare la parte della fanciulla.

Diciamo che potremmo trasformarlo in capra. Anzi, no. Dopo continuano a belare e son più fastidiosi di prima. Potremmo usare il vecchio trucco del ranocchio… dicono funzioni. Il guaio, però, è che ci son troppe ragazze che crederanno che baciandolo si ritrasformerà in principe, quindi quel vecchio marpione si godrà i baci senza ammettere che bisogna sbatterlo addosso al muro, per farlo ritornare in sé.

Certo che la storia con Enzo ti ha proprio segnata!

Deborah: Ecco, si parlava giusto di fagioli… Ma chi me l’ha fatto fare di stare con un simile scriteriato? Bah. L’età che avanza. Sai che ti dico? Io lo spedirei dal tuo amico Barbablù. Al buio, senza accetta, e con la lingerie più conturbante che riesco a trovare nel cassetto. Poi vedi come perde il vizio dei fagioli.

L’età che avanza a’ soreta.

Deborah e la sua fedele panna fatata

Bella: Le tre regole d’oro per riconoscere un vero principe azzurro?

Barbara: Abbastanza facile.

Se arriva dopo ve ne sono successe di tutti i colori senza che lui abbia alzato un dito per darvi una mano, se si innamora di voi mentre state dormendo o sembrate morte e se dopo tre sere passate assieme a voi neanche è in grado di riconoscervi, be’, è decisamente un vero principe azzurro.

A quel punto uccidetelo, per favore.

In due parole: basta che sia cretino.

Andrea: Comincio a spazientirmi. Sarei più portato per le principesse, io… ma vabbè. Cosa non si fa per promuovere!

Per prima cosa bisogna vedere se indossa un vestito azzurro oppure no. Mi sembra logico e basilare. Attenzione però, avere solo gli slip, azzurri, non basta!

Poi, deve essere un po’ tonto e giungere in tuo soccorso solo all’ultimo, quando ormai i pasticci son già stati fatti.

Terzo, dicono che debba avere un cavallo bianco.

Come suggerimento aggiuntivo consiglio di intonare un canto; se il ragazzo in questione si unirà senza stonare alla canzone, allora è proprio di sangue blu… anzi, azzurro!

Guarda, non so il tuo Enzo, ma giusto i rutti riesce a intonare il mio principe.

Deborah: Ok, ce le ho, sono preparata.

1. Quello che non ti lascia mai dare il primo morso alle mele o altri frutti, se prima non l’ha fatto lui.

2. Quello che non porta inutili e ridicole calzamaglie (d’accordo, hanno il loro perché ma mica posso sempre prestargli le mie collant quando si rompono le sue, abbi pazienza… e poi sono viziucci da tenere nell’intimo della camera da letto, suvvia, non si può prendere la metro con la paccottiglia alla mercé di tutti);

3. importantissimo: che non usi mai, dico mai, la mia piastra per capelli. Con quello che costa ci manca solo che me la rompa per farsi i boccoli.

Ecco, brava, dillo ad Enzo e Andrea!

Il pifferaio variopinto di Venezia

Il pifferaio variopinto di Venezia

Bella: Cenni e il principe finalmente si sposano, cosa mettereste in una lista nozze veramente da favola?

Barbara: Un conto aperto da Ferragamo.

Le fate madrine e gli assegni a sei zeri sono i migliori amici di una ragazza.

Andrea: Per prima cosa mi vien in mente un bel ricettario che esplori ampiamente i piatti tipici con la zucca.

Poi una derattizzazione, sempre comoda se non si vuole avere topini canterini anche sotto le lenzuola. Ti garantisco che questo punto è fondamentale, per la prima notte di nozze!

Infine, io direi che un buono spesa da Pittarello ci starebbe molto bene, così Cenni finalmente si cambia quelle scarpe di una scomodità da fiaba!

Pittarello? Cocca, da chi hai imparato a vestirti, Pelle d’Asino? Urge una visita da Gucci…

Deborah: Oh, cara… questi reali hanno sempre tutto, è difficile fare un regalo davvero unico. Mmh, però forse un paio di efficienti domestiche non sarebbero male. Cenni ha fatto una vitaccia, prima del matrimonio, che ora si merita di vivere da nababba. Ah! E che le domestiche siano brutte, ma veramente brutte.

Meglio domesticI, cara, ché il lupo cattivo perde il pelo…

Spumiglia

Spumiglia

Bella: Chi passava la roba alla piccola fiammiferaia? Io a questa cosa delle visioni natalizie non ho mai creduto.

Barbara: E hai fatto bene a non crederci, cara: era Capodanno. Hai per caso comprato fiammiferi da lei? Comunque credo sia tutto nello zolfo: roba seria, purissima, non tagliata con marzapane, fagioli, briciole di pane, mele, zucche o raperonzoli.

Ho sempre sospettato che a passarle certa roba fosse un bruco blu di origine inglese inseritosi nel giro da poco, uno specializzato in funghi allucinogeni e grande fumatore di narghilè. Un tipo con una certa ascendenza sulle bambine.

Pare si sia messo in società con una certa Campanellino, grande esperta in… ehm, polvere di fata e pensieri felici.

Andrea: Secondo me il gatto con gli stivali. Quello è un gran furbone, te lo dico io. Cioè… perché indossare degli stivali quando hai delle comode zampe dotate di cuscinetti e unghie retrattili? Deve nasconderci la roba! Sicuro! Ed ecco anche svelato come ha fatto ad aiutare il marmocchio. Con ‘sta roba si guadagna di brutto.

Oppure potrebbe essere stata la guardiana di oche… sai che va di moda nascondere i panetti di droga nelle oche!

Questa l’hai copiata da Deb!

Deborah: Ma Bella, sei tremenda! E va bene, te lo dico. Sssh, però tu acqua in bocca, eh? Hai presente il gatto con gli stivali? Ecco, lui. Sì, davvero! Voci indiscrete (il solito specchio ficcanaso) mi hanno rivelato che ha una serra piena zeppa di erba gatta. Seh. Il miciastro dice sempre così, alla polizia, ma secondo me coltiva ben altro.

È per questo che io amo i gatti.

Andrea - prima dell'estetista, ovviamente

Andrea – prima dell’estetista, ovviamente

Bella: Che combinava la mamma di Cappuccetto Rosso tutto il giorno a casa da sola? Me lo sono sempre chiesta.

Barbara: Non chiedertelo, non vuoi veramente saperlo.

Posso solo dirti che è stato aperto un fascicolo a suo carico ma non credo che lavorasse davvero per il clan dei lupi cattivi, come non credo fosse sul serio in accordo con l’orfanotrofio del paese, quello con le divise rosse col cappuccio.

Credo semplicemente che fosse un’onesta mamma single che tirasse a campare facendo il lavoro più antico del mondo e che le servisse la casa libera durante le vacanze scolastiche.

Andrea: Hai ragione! Cosa cavolo ci faceva a casa da sola? E chissà quante volte mandava Cappuccetto dalla nonna, senza informare le riviste di gossip (pardon, gli autori di fiabe)!

E se fosse lei la spacciatrice che riforniva la piccola fiammiferaia? Tutto quadrerebbe! Il tempo libero a casa lo usava per preparare gli ‘infusi’ allucinogeni!

Però, ora che ci penso… lei era a casa tutto il giorno, i principi azzurri arrivano sempre tardi, quando ormai il peggio è stato fatto… non è che la dolce mammina e i principi bluette se la spassassero insieme?

Deborah: Me lo sono sempre chiesta anch’io. Sul serio, da piccola non ci dormivo la notte. Questa è una domanda impegnativa, altro che, una di quelle esistenziali che ti scombussolano la crescita. Be’, alla fine sono arrivata a una conclusione. Guardami bene negli occhi, ti dico solo una parola: cacciatore. Sì. Lui. Ecco, hai capito tutto.

Su questo vedo siete tutte d’accordo: si dava da fare per arrivare a fine mese.
Di questi tempi, come darle torto?
Io propendo per il cacciatore. In effetti sono sempre utili a una ragazza.
Uccidono lupi cattivi, sono splendide badanti per nonnette sprovvedute e  ti sbarazzano da rivali più giovani.  Beh, Bianca mi perdonerà.
Anzi, sai cosa ti dico, Andrea? Dimentica Enzo e trovati un guardiacaccia! Detto fra noi, secondo me nel cambio ci guadagni.

Bene, è tutto, grazie per aver folleggiato con me.

Bacini a Sara per la meravigliosa accoglienza.

Scappo. Bella, quella della bestia, ha bisogno del mio aiuto. Deve portare il marito a fare il vaccino per la rabbia, e sono sempre momenti critici.

Love,

Bella

[Riemerge dal coma zuccherino – quel marzapane aveva un sapore strano…]

Un grazie all’incantevole Bella, alle nostre adorabili ospiti (boh, io credevo che Andrea fosse un maschio, si vede che mi sbagliavo…) e a Vincenzo Sanapo, le cui meravigliose illustrazioni ci hanno accompagnato per tutta l’intervista, grazie alla cortesia dell’editore Studio LT2 che mi ha permesso di utilizzarle. 🙂

Ricordo al volo che Fiabe per leoni veneziani è ordinabile in libreria e nei principali negozi online dal 20 novembre, e che il ricavato verrà devoluto in favore della ricerca contro la sclerosi multipla.  E’, insomma, un libro tre volte bello: per le storie, per le illustrazioni, e per gli intenti. ^^

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