Eligio S. – I giorni della ruota

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Guido Sgardoli

Una città unica al mondo, Venezia; una fredda notte d’inverno di fine Ottocento; una madre disperata.

E’ così che inizia il racconto delle tre vite di Eligio S., il bambino che quella notte viene depositato nella ruota dello Spedale, e accolto da Speranza e Rosapineta: ragazze più grandi, abbandonate e mai reclamate da parenti o da una famiglia che le volesse adottare, ragazze che niente hanno visto del mondo, per cui il mondo è l’orfanotrofio in cui sono nate una seconda volta, in cui si trovano tutti coloro che conoscono e che amano: una famiglia gigantesca e atipica, governata con pugno di ferro dalla Madre Superiora, che non colma però il desiderio, il rimpianto di quello che si è perso, della propria famiglia.

Dicevo: una notte d’inverno, una madre disperata, la ruota di un orfanotrofio, due ragazze di guardia e un bambino. E Venezia, rappresentata in maniera così vivida che sembra di sentire l’odore salmastro della laguna traspirare dalle pagine. Sono gli ingredienti di un romanzo meraviglioso, di piacevole sapore ottocentesco, scritto con una pulizia di stile che non esclude la cura e la raffinata resa dei personaggi. Una vera sorpresa, un’avventura, tre vite in una.

Da leggere per tutti, da leggere assolutamente per Chagall, vista la sua passione per le storie “veneziane”! 😉

 

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      • Ah, no… io non riesco a fare le due cose contemporaneamente.
        Nei periodi in cui scrivo, leggo pochissimo.
        Tutto è concentrato sulla mia storia, non c’è spazio per altro.
        Magari è sbagliato, non dico di no, ma per me è così.

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