The fault in our stars

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John Green

Ho girato intorno alla lettura di questo libro come si gira intorno a qualcosa di nuovo e strano, che ti hanno detto devi assolutamente mangiare e ti piacerà ma non ti convince del tutto, vuoi per il colore, vuoi per l’odore, vuoi perché di solito quell’ingrediente proprio ti dà sullo stomaco.

Poi si è spontaneamente costituito un gruppo di autoaiut… ehm, lettura, e ho colto l’occasione al balzo, anche per rimediare al “Devo leggere John Green, prima o poi!”

E se non l’avessi letto, se avessi ceduto alla diffidenza nei confronti dell’argomento (diciamocelo, non sono molto il tipo da libri strappalacrime, e l’amore fra due adolescenti malati di cancro non è proprio un argomento giulivo) avrei perso un libro meraviglioso, divertente e intelligente, che sfata molti dei miti sui ragazzi malati di cancro e punta a rappresentarne la vita quotidiana senza facili pietismi.

Non è un romanzo perfetto: come notava un’amica, Hazel e Augustus non sono certo adolescenti americani credibili, brillanti e colti, interessati a tutto al di là della loro malattia; certe scene sono forzate, indubbiamente; ma comunque è un romanzo che fa sorridere e commuovere senza solleticare la parte peggiore, la falsa pietà che tanto spesso si punta a stuzzicare.

Credo che lo spirito di questo libro si possa riassumere in quello che dice Hazel a un certo punto: “You have a choice in this world, I believe, about how to tell sad stories, and we made the funny choice” – senza per questo sminuire il dolore.

Inoltre, John Green sa come utilizzare le parole: il libro è scritto magnificamente, scorre come l’acqua se non quando ti fermi, solo per assaporare una frase, una parola, una citazione letteraria.

 

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    • Come, Non ne avevi sentito parlare? E’ stati IL caso letterario per ragazzi l’anno scorso! E anche io l’ho preso in mano riluttante, ma mi è piaciuto moltissimo; non ti so dire della traduzione, ma in inglese è davvero bello. 🙂

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