Shadows on the moon

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Zoe Marriott

On my fourteenth birthday when the sakura was in full bloom, the men came to kill us. We saw them come, Aimi and me. We were excited, because we did not know how to be frightened. We had never seen soldiers before.

 

Inizia così la storia di Suzume dai molti volti e dai molti nomi: tessitrice d’ombre, sguattera, cortigiana,  ma sempre e soprattutto ragazza devastata dal dolore e dalla perdita, alla ricerca di vendetta. E disposta a rinunciare a tutto pur di ottenerla.

Non un libro perfetto, forse no. Ma un vero piacere da leggere.

E chapeau all’autrice per la grazia sottile con cui tratta temi che sembrano off limits, a meno di non figurare in romanzi “scandalo”.

E per quanto non mi piacciano particolarmente Otieno e il suo perfetto, liberale, gioioso paese d’origine, diciamocelo: almeno non è uno stalker spacciato per romantico spasimante, non ha manie di controllo, fa ridere la sua bella e ha senso dell’umorismo.

Voglio dire, vince 10 a 0 contro l’80% dei protagonisti maschili negli YA contemporanei. E senza nemmeno scompigliarsi i capelli.

In più, Suzume rulla. La sua ossessione, il suo dolore, sono veri, e tremendi: non è una ragazzina imbecille che ha bisogno di essere salvata perchè troppo stupida; non aspetta il principe azzurro. Sbaglia, e molto: ma si rialza e combatte. Sceglie la strada errata: ma sceglie. Anche qui, chapeau.

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