The raven boys

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Maggie Stiefvater

Io e Maggie Stiefvater abbiamo un rapporto complicato: ci siamo intese con Shiver, ci siamo lasciate malamente (e prematuramente) con Lament, abbiamo ripreso tiepidamente la nostra amicizia con The scorpio races: ero quindi un po’ dubbiosa, nonostante la qualità della sua scrittura, all’idea di imbarcarmi nella serie che inizia con The raven boys; fondamentalmente perché temo le lungaggini, le dilazioni, le ripetizioni che si dimostra incapace di evitare, e l’idea che avesse una serie intera per giocare ad allungare il brodo mi induceva allo sbadiglio.

Invece The raven boys si è dimostrata una lettura, se non impeccabile, davvero piacevole: è vero che succede pochissimo, e che l’intero romanzo funziona come una gigantesca introduzione, ma forse il fatto che ero stata preavvisata, unito a uno stile sempre curato linguisticamente ma scorrevolissimo mi ha permesso di godermelo davvero: mi ha accompagnato pe run rilassante, interessante, delizioso fine settimana.

Devo però dire che, nonostante le centinaia di pagine, non trovo nessuno dei personaggi principali particolarmente originale o caratterizzato, e subisco relativamente poco (sopratutto viste le dichiarazioni d’amore in rete XD) il fascino di Gansey: sia i ragazzi che Blue, la protagonista femminile, sono abbastanza stereotipati (ho preferito il gruppetto di veggenti costituito dalla madre di Blue e dalle sue amiche, Calla in particolare), ma funzionano bene sia come singoli che insieme, e per lo meno non mi urtano i nervi  – cosa che non tutti i protagonisti della narrativa per ragazzi possono dire.

Leggerò a brevissimo The dream thieves, il seguito (uscito il mese passato, e in coda per essere recensito – mea culpa!), che dovrebbe incentrarsi su Ronan: sono curiosa di vedere se, oltre a una generale piacevolezza di scrittura, Maggie Stiefvater inizierà a mettere un po’ di carne sul fuoco.

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      • No, è carino (e compare un personaggio che ho adorato), ma letti uno di seguito all’altro ti spossano. Troppo diluiti.
        Se si lascia passare qualche mese lo si prende col giusto spirito di piacevole intermezzo ce lo si gode molto. Io dovevo recensirlo, e no potevo leggerlo prima di The raven boys, quindi ho fatto una scorpacciata. Mi sta stanno stancando 1000 pagine di seguito di Kay, che adoro, immaginati 1000 pagine di Stiefvater, che mi piace e basta. ^^

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