Grounded

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G. P. Ching

Ogni tanto ci casco ancora. La speranza di trovare un buon distopico mi abbaglia, e mi trovo nel 95% dei casi a leggere romanzi privi di una buona ambientazione (e allora che distopico è?), afflitti dal pernicioso male dell’instant love, aggravato dalla triangolite, e dall’ascesso purulento di una protagonista sciapa come il tofu.
Grounded non è in realtà una lettura pessima: lo stile è decoroso, sebbene senza interesse, e l’idea di mischiare l’ambientazione distopica con la realtà Amish estremamente interessante: peccato che gli Amish che li lasciamo alle spalle dopo le prime pagine, e che le convinzioni religiose della protagonista poco influiscano nella sua gestione del mondo moderno, in tutti i suoi aspetti, con l’eccezione di qualche occasionale rigurgito di coscienza.
Insapore, e più paranormal romance che distopico: e no, non è un complimento.

Grounded esce domani in America; ringrazio l’editore per avermi messo a disposizione la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

 

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