The dream thieves

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Maggie Stiefvater

Continuiamo a seguire le avventure dei ragazzi corvo, stavolta seguendo in modo particolare la vita (in sogno e realtà) di Ronan, il sognatore.

E’ questo un romanzo che ha tutti i pregi e tutti i difetti di Maggie Stiefvater:
da una parte scrittura piacevolissima, ottimi personaggi secondari (in effetti, preferisco i secondari ai principali: ADORO Mr. Gray!), dialoghi brillanti (ma siamo lontani dalle battute fulminanti di Libba Bray), e sottotrame intriganti.
Dall’altra lungaggini, lungaggini, lungaggini e ripetizioni infinite: allunga talmente il brodo che arrivo alla fine di ogni romanzo nauseata, mentre con cento-centocinquanta pagine in meno lo avrei divorato e ne avrei chiesto ancora.
Inoltre non riesco a farmi piacere particolarmente i protagonisti: da Ronan ad Adam (che i ha veramente annoiato, a questo giro) a Gansey a Blue, mi sembrano tutti molto più stereotipati di quanto siano i personaggi secondari – ma magari è semplicemente il fatto che questi ultimi li vedo di meno in scena, e non ho il tempo di stancarmene.
Nel complesso i pregi sono superiori ai difetti, e come il primo della serie questo è un ottimo romanzo di intrattenimento; ammetto di esser contenta di potermi allontanare da Henrietta per un po’, e che non soffrirò l’attesa del seguito, pur avendo intenzione e piacere di leggerlo. Un anno, a digestione avvenuta. 😉

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

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