Alice in Tumblr-land

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Ossia le fiabe nell’era digitale. Fra principesse depresse che si consolano su Facebook, Peter Pan desolati che riflettono sulla precarietà lavorativa, Bestie incollate alla playstation, Cappuccette Rosse che no, NON CI STANNO  a farsi molestare dai lupi di passaggio le fiabe classiche si muovono nell’America del XXI° secolo, in brevissimi sketch illustrati.

L’idea è geniale, e qualche sorriso scappa; ma nel complesso ho trovato la raccolta stancante e ripetitiva, quando non vagamente fastidiosa.

Ho letto trasposizioni migliori (fra cui, non temo di dirlo, le rielaborazioni di Chagall) sia come divertissement puro sia come mezzo di analisi a critica sociale: questo non mi ha lasciato nulla, se non un vago senso di incompiutezza.

In ogni caso, chi voglia assaggiare (e vedere se i suoi gusto corrispondono con i miei) può fare un salto sul blog dell’autore, di cui questo libro rappresenta l’edizione cartacea.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

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