The divorce papers

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Susan Rieger

Credo che sia evidente e assodato che io ami i romanzi epistolari e in forma di diario; mi affascina, sopratutto nei primi, il virtuosismo necessario per rendere un’intera vicenda tramite un unico punto di vista (e quindi necessariamente distorto), se le lettere sono di un solo personaggio, come in Dear Enemy e Daddy Long-legs, o per ricostruirla tramite frammenti di appunti, voci, articoli, biglietti che costituiscono un collage di vicende e voci, come in Dracula.

E’ principalmente per vedere come si era evoluta la forma narrativa, e se era ancora praticabile nell’era 2.0, che ho richiesto The divorce papers: non è infatti un tipo di libro che di solito attiri il mio interesse.

La storia è drammaticamente comune, infatti: una coppia estremamente benestante, sposata da diciotto anni, decide di divorziare: e questo è il carteggio che costituisce il fascicolo del divorzio, con le trame collaterali della vita sentimentale e familiare della giovane avvocatessa incaricata di seguire il caso per la signora, e della politica, degli screzi, delle guerre interne all’ufficio.

Posso dire con soddisfazione che il romanzo epistolare non solo è vivo, ma gode di ottima salute: l’autrice sfrutta con abilità tutte le possibilità che le vengono offerte, e la grafica del 2013 permette di impostare i vari frammenti che compongono ii fili narrativi come se fossero davvero biglietti scritti a mano, email, inviti, articoli di giornale: una sciocchezza forse, ma che aiuta nella sensazione di sfogliare davvero un fascicolo cartaceo.

Devo dire che però, nonostante la scrittura brillante e l’ottima costruzione, questo romanzo mi ha lasciato malinconica: è in sostanza l’anatomia di un divorzio, ed esplora con profondità tutti gli orrori (e tutti i danni collaterali, anche a distanza di anni) che la fine di un amore causa, anche fra persone civili.

E’ interessante, inoltre, osservare dall’interno le dinamiche di uno studio di avvocati americano: e notare sconfortati come a trent’anni là si sia professionisti affermati, qui sogni un tuo qualsiasi posticino.

Interessante e ben costruito, quindi, e ricco di vivacità e citazioni letterarie e cinematografiche: ottima compagnia per qualche ora sul divano. 🙂

The divorce papers è uscito ieri in America; ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

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