The whispering skull

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Jonathan Stroud

Son passati sei mesi dalle movimentate avventure che hanno portato gli agenti della Lockwood & Co. a bazzicare la Scala Urlante e l’ancor più accogliente Camera Rossa; l’agenzia inizia a farsi un nome, e sebbene i loro metodi continuino ad essere piuttosto… esplosivi, le commissioni non mancano: il Problema non si è certo risolto, e l’Inghilterra continua a essere infestata da Spettri  di ogni genere e grado che solo i ragazzi possono vedere e combattere, se opportunamente addestrati.

Ma a volte un incarico può rivelarsi più pericoloso di altri, e non è detto che siano sempre i Visitatori il pericolo maggiore.

Jonathan Stroud fa centro di nuovo: l’ambientazione è sempre dettagliata e credibilissima, e i personaggi costruiti magnificamente,  a partire dai tre protagonisti sino alla comparsa di poche pagine.

La tensione si sente, e il talento per l’horror che avevo già segnalato  nel primo volume della serie viene confermato (anche se, qui lo dicco, per me la Camera Rossa rimane il massimo); e l’autore non si tira indietro dall’analizzare temi profondi come l’amicizia, la fiducia, e i pericoli dell’avidità in ogni senso, mascherandoli sotto l’apparenza di un innocuo (si fa per dire) romanzo per ragazzi.

A brevissimo dovrebbe uscire in traduzione italiana The screaming staircase; non posso che sperare che l’editore pubblichi anche The whispering skull a spron battuto, e dia l’opportunità di conoscerlo al pubblico più ampio possibile.

The whispering skull è uscito ieri in America; ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂

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