One trillion dollars

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Andreas Eschbach

Premessa: sono una grande fan di Andreas Eschbach.

L’ultimo dei perfetti è uno dei miei romanzi preferiti, e sebbene l’abbia letto tre o quattro volte non ha mai mancato di commuovermi; Miliardi di tappeti di capelli è meraviglioso; e Lo specchio di Dio mi ha incollato alle sue pagine, sebbene sia partita prevenuta sa sul plot che sull’ambientazione.

Quando ho scoperto che non solo l’editore italiano non era interessato a pubblicare altro (anzi, ha fatto finire fuori catalogo due romanzi su tre… =.=’) ma che non c’era niente di tradotto nemmeno in inglese sono entrata in lutto, passando il tempo a contemplare su GoodReads la pila di intriganti romanzi su cui non avrei mai potuto posare le mie avide manine; finché su Netgalley non è comparso One trillion dollars.

Che, prontamente richiesto, si è dimostrato completamente differente da qual che mi aspettavo.

Non mi sono trovata davanti a un romanzo di fantascienza, per quanto umanizzata, ma davanti a un thriller economico ed ecologico, e un romanzo di formazione morale, sotto molti punti di vista.

Un ragazzo privo di particolari talenti eredita dal nulla un milione di milioni di dollari: una cifra inimmaginabile, che arriva dal lontano 1500 insieme a una profezia: serviranno a salvare l’umanità, restituendole il futuro.

John è una brava persona: non ha talenti, è vero, ma vuole fare la cosa giusta. Scoprendo nel tempo che la cosa giusta può essere non solo difficile da fare, ma anche solo da individuare, e che nemmeno l’uomo più potente del mondo può salvare l’umanità da solo.

Ho a tratti trovato difficile seguire il  romanzo: l’autore spiega con chiarezza i concetti base dell’economia globale e non, e le sfide ecologiche (popolazione, energia, materie prime) che stiamo affrontando; ma la mia ignoranza quasi completa in materia non mi aiutato.

Anche se posso dire con orgoglio che, come John, sono adesso più saggia e informata, e posso iniziare a progettare cosa fare, se mai dovessi ereditare un’inquietante somma di denaro: ammesso di non venirne schiacciata prima.

Un romanzo affascinante e intelligente, che conferma il valore di un autore troppo trascurato a livello internazionale.

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Full disclosure: I’m a big, big, BIG Andreas Eschbach’s fan.

L’ultimo dei perfetti is one of my favourite novels: I’ve read and reread it, and I cried every time; Miliardi di tappeti di capelli is fascinating, almost hypnotical; and Lo specchio di Dio got me hooked from the first page.

So I’ve been in mourning ever since I discovered that there were not others translated in either in Italian nor English, and totally thrilled when I saw One trillion dollars on Netgalley.

This is not what I expected: Eschbach accostumed me to well written, really human science fiction; here he concocts a fascinating economical thriller, well documented and well grounded, with a credible, likeable main character: a young man, a good man, with no talents, that receives an unbelievable amount of money and only wants to do the right thing, hopefully not being crushed by his money in the meantime.

And discovers that  the right thing can be difficult to achieve or that can be many right thing; or that the right thing can be the wrong thing; and that the future of humanity can’t be saved by a single man, even the most powerful in the world, but only by cooperation.

I found sometime difficult to follow the novel: the author makes a great job explaining economy, both global and “minimal”, and the biggest ecological challenges we have before us, but my almost total ignorance in these matters was a problem; but I can say that I’ve grown with John to a major awareness, and that I can start to plan what would I do if I ever inherited  one trillion dollars; in the meantime changing some little habits: in the end, the ocean is made by drops of  water. J

An intelligent and fascinating novel, that confirms the value of an author not enough recognized out of his country.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione  – e mi auguro che qualcuno dia al signor Eschbach l’attenzione che merita anche in Italia.

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