The paper magician

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Charlie N. Holmberg

Ceony Twill è una ragazza in cerca di riscatto: vuole lasciarsi alle spalle la povertà in cui è vissuta, e dopo aver frequentato l’accademia di magia grazie a un misterioso benefattore si prepara a scegliere il materiale da incantare, quello a cui sarà legata per tutta la vita: e sogna il metallo.

Quando viene invece assegnata alla carta la delusione le spezza quasi il cuore, e i modi stravaganti del suo maestro, il giovane e talentuoso Thane, non aiutano di certo.

Ma anche nel materiale più umile si celano meraviglie nascoste, e una forza che servirà a Ceony per recuperare il cuore del suo maestro. Letteralmente.

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L’idea di base è deliziosa: i maghi, in questo mondo, vengono legati a un materiale creato dall’uomo (l’ultimo grido è la nuovissima plastica) e sono in grado di conferire agli oggetti che creano caratteristiche fantastiche. Ho trovato gli incanti della carta adorabili, anche se immagino come un giovane mago di belle speranze possa sentirsi frustrato all’idea di venir assegnato a  un mezzo così poco potente.

Purtroppo, l’idea di base è quanto di meglio il romanzo abbia da offrire: l’ambientazione storica (una fantastica Inghilterra dei primi del Novecento) è estremamente poco caratterizzata: non basta citare Trafalgar Square per farmi sentire a Londra, nè rovistare in una ghiacciaia per poi cucinare su una stufa per farmi sentire nel 1901.

E i personaggi sono, allo stesso modo, sottili come la carta usata negli incanti di Ceony, che risulta l’unica un poco caratterizzata, ma anche là con delle meschinità e delle piccolezze nelle motivazioni che non me l’hanno fatta amare particolarmente; per il resto sono tutti buoni o cattivi, e della supercattiva-cattivissima-che-pratica-magia-proibita niente si sa, se non che è bellissima, crudele, spietata: ma come sia arrivata a fare quello che fa rimane un mistero.

La trama in sé è molto lineare, quasi elementare, come lo stile, scorrevole ma privo di verve o peculiarità.

Nel complesso una piacevole fiaba per adulti, adatta a passare un pomeriggio, che si legge velocemente quanto si dimentica.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

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      • Il secondo è in stand by, non ha retto la possibilità di un viaggio in treno per milano ed è stato per questo sostituito momentaneamente da the martian.

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