The glass magician

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Charlie N. Holmberg

Dopo le avventure nel primo romanzo, Ceony continua il suo apprendistato come Folder, nella certezza di un futuro romantico con il suo attuale insegnante; futuro romantico che sembra troppo lento a presentarsi per la ragazza.

Molto più pronti a bussare alla sua porta sono i guai, che richiedono di nuovo tutta la sua intelligenza e le risorse fornite dall’arte fragile e insieme potente che sta apprendendo per sopravvivere a nemici sempre più spietati.

The glass magician ha gli stessi pregi del romanzo precedente. un sistema magico originale, uno stile piano e piacevole, una generale scorrevolezza. Ha, purtroppo, anche gli stessi difetti: personaggi caratterizzati in maniera davvero minima, una generale prevedibilità e superficialità della trama, un’ambientazione di cartapesta, che dichiara di essere la Londra del 1900 ma non porta nessun tipo di prova al riguardo – no so se mi spiego. A questo si aggiunge una tendenza romantica ancora più smaccata, che annega nella melassa quanto di buono rimaneva nel romanzo.

Spiace vedere uno spunto originale sprecato nell’incapacità (o nella mancanza di volontà) dell’autrice di ricavarne qualcosa di più di un piacevole romance di vago sapore fantasy.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

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