Ready player one

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Ernest Cline

Wade vive in un mondo disastrato: le risorse energetiche sono al lumicino, la povertà e la fame dilagano, il clima è sconvolto.

Wade vive in un mondo meraviglioso, in cui può essere chi vuole, e accedere a tutto ciò che vuole: libri, film, videogiochi, conoscenza di ogni genere.

Wade vive in un mondo che ne contiene migliaia, tutti quelli raccontati o immaginati da scrittori e artisti nel corso dell’umanità più altri.

Perchè, come tutta la popolazione del primo mondo (devastato, rovinato, a pezzi) Wade ha libero accesso a OASIS, un sistema di simulazione che è il videogioco definitivo, e in cui si può vivere una vita completa, senza pressoché mai uscirne. Perché OASIS è un mondo (migliaia di mondi) da sogno.

E ancora più da sogno sarebbe vincere il contest organizzato in punto di morte dal genio che OASIS l’ha creato – e che impone di esplorare il mondo, risolvere gli indovinelli che ha disseminato nella realtà virtuale, utilizzando una sterminata conoscenza degli anni ‘80 e vincere tutto il patrimonio accumulato.

Wade è armato di film , telefilm, musica e libri, e disposto a tutto: è un gunter, e non vuol farsi fermare da niente.

Su Goodreads qualcuno ha scritto che “Ready Player One è porno per i nostalgici”, ed è vero: se si è vissuti gli anni ’80 sarà difficile non andare in visibilio per i riferimenti espliciti e non a tutta la cultura che nutriva e nutre milioni di nerd. In aggiunta una scrittura pulita e piacevole e un mondo molto ben costruito (oddio, migliaia di mondi molto ben costruiti XD) fanno del romanzo di Ernest Cline qualcosa da ricordare e contagiare agli amici. Conosciuti giocando di ruolo, ovviamente. 😉

Ma rimane, comunque, un’occasione perduta: i temi più interessanti e più profondi vengo appena accennati (l’alienazione nei rapporti sociali, per dirne uno), e il romanzo si trasforma ben presto in un YA tipico, con la struttura da videogioco: piacevole, ma non pari alle sue premesse.

…o forse sono io “nerd per le cose sbagliate”, come sostiene un mio amico. XD

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  1. Oddio, sopravvalutato se e solo se non hai vissuto gli anni ’80 come li ho vissuti io, che in fondo sono nostalgico di quegli anni perché ero più giovane e spensierato che ora.
    E certo, sopravvalutato nel senso che è davvero pornografico nel senso che Umberto Eco dà alla pornografia.

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