Niente

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Janne Teller

Un giorno Pierre-Anton dichiara che nella vita niente ha significato, e che quindi è inutile vivere. E si sistema su un pruno deridendo e bersagliando i compagni che, turbati, continuano ad andare ogni giorno a scuola, finchè tutti insieme decidono di dimostrare a Pierre-Anton che la loro vita ha valore, riunendo le cose che amano di più nella Catasta del Significato.

 

Un paio di sandali, degli orecchini, trecce colorate… Finché le cose iniziano a precipitare.

 

Niente è un romanzo estremamente particolare, permeato da un nichilismo angosciante che induce, però, a vera e profonda riflessione. Non mi stupisce che da una parte sia osannato, dall’altra proibito in più di un Paese: è un libro che necessita di mediazione e discussione, e che non fornisce facili risposte – anzi, non fornisce risposte – istigando attraverso una storia di follia, in un certo senso, alla ricerca della verità su sé stesi e gli altri.

Lo consiglio? Non so. E’ uno di quei casi in cui sarebbero da valutare i singoli lettori, più che il libro stesso; che sa essere di un nichilismo provocatorio e agghiacciate insieme.

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