The witch hunter

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Virginia Boeker

Fantasy banalotto dichiaratamente ambientato in un’Inghilterra alternativa del 1550 (dico “dichiaratamente” perché potrebbe essere ambientato ovunque in Europa e in qualunque epoca pseudo medievale, vista la poverissima caratterizzazione dell’ambientazione  – fortuna che l’autrice mette la data, DUE volte! =.=) in cui la magia esiste davvero, e chi la pratica è perseguitato. Protagonista è una dei migliori cacciatori di streghe del re (giovine e incapace) alle dipendenze dello spietato Inquisitore, zio del sovrano, che – sorpresa sorpresa! – cela oscuri segreti. Aggiungete un mago potentissimo e buono, un affascinante guaritore, un’apprendista strega che non può sopportare la protagonista, un migliore amico potenzialmente gay, e l’amico d’infanzia ora cacciatore ambizioso. Vi risparmio il resto non per evitarvi spoiler, ma perché tanto lo potete prevedere fino all’ultima riga, più o meno. L’unica cosa positiva è che l’insta-love scaccia immediatamente il potenziale triangolo, e che nella sua mediocrità si fa leggere senza problemi, se non quello della noia strisciante.

Un peccato, perché il potenziale (come ambientazione e come dinamiche fra i personaggi) per un ottimo romanzo c’era tutto, ma viene annegato in una scrittura mediocre e nella prevedibilità degli sviluppi sia nella trama che nei personaggi.

The witch hunter uscirà domani in America; ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

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