Tutte le bugie che ho detto

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Judy Blundell

Cosa significa diventare grandi? Fumare sigarette, scarpe col tacco, vestiti scollati che mettano in risalto la figura, rossetto; e ragazzi e uomini che ti fissano e desiderano, e tu che sorridi e getti indietro i capelli, consapevole. Per Evie diventare grandi vuol dire diventare come sua madre, la sua splendida madre: una donna bellissima, che sembra volerla tenere il più a lungo possibile nel limbo dell’adolescenza, frenando la voglia di vivere le illusioni di Evie; una voglia di vivere che rispecchia anche la brama di vita migliore che si è diffusa nel Paese, dopo la conclusione del lungo, lunghissimo secondo conflitto mondiale.

Ed Evie cresce, è vero, in quello che  è fondamentalmente un romanzo di formazione: ma cresce nel momento in cui scopre che gli adulti che ama e ammira (sua madre, il suo adorato patrigno Joe, l’affascinante Peter) non sono quello che appaiono: che ci sono correnti segrete che le sfuggono, che le trame di menzogne che tessono possono soffocare; e che tutto si può fare, se si è disposti a pagarne il prezzo.

Romanzo storico dalla vivida ricostruzione, è una storia inquietante e torbida, in cui la protagonista perde la propria innocenza, ma guadagna la conoscenza di sé e degli altri; e la conoscenza, si sa, viene sempre a caro prezzo.

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