When Marnie was there

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Joan Robinson

Una bambina sola, che rifugge l’amore della famiglia adottiva; una bambina sgradevole, che non sa come dare e ricevere; una bambina che avrebbe bisogno di un amico. Una bambina che viene mandata in vacanza sulle coste del Norfolk, e che qui conosce qualcuno: una ragazzina sola quanto lei, volatile come una farfalla, strana e ironica e affettuosa e travolgente; una  ragazzina che nessun altro conosce. Finché, un giorno, Marnie parte…

È questo un romanzo estremamente malinconico, a mio parere: è certo una storia di guarigione, ma è fortissimo il senso di desolazione, solitudine e abbandono delle due bambine, l’infinita tristezza del non pensarsi amati.
Non mi è piaciuto inoltre il finale, ma immagino che per un romanzo dell’epoca (i primi anni ’60 – è curioso anche vedere come si andasse in spiaggia al tempo, quali fossero le attività in vacanza) fosse un classico, se non addirittura quasi obbligatorio e consolatorio, in un certo senso. Aspetto adesso con impazienza di vedere il film che lo Studio Ghibli ne ha tratto: anche se non so quanto su pellicola non si possa rendere il senso di oppressione che ho provato; o meglio, non so nemmeno se sia il caso di renderlo, in effetti.

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