Sweet Salgari

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Paolo Bacilieri

“Guardate: il Corsaro Nero piange!”

Uno dei miei primi amori letterari, a tutt’oggi forse il finale letterario che amo di più: la frase che chiude questo commosso, delicato omaggio a fumetti a Salgari, falso capitano di ventura, bugiardo patologico che delle sue menzogne ha nutrito generazioni di italiani senza riuscire a provvedere alla sua famiglia, travolto dai debiti, sfruttato da editori senza scrupoli fino a una fine che poteva essere quella di uno dei suoi romanzi; un suicidio eroico, al termine di un’esistenza vissuta dietro la scrivania, servo della propria immaginazione, creatore di personaggi immortali, evocatore di giungle e isole caraibiche in cui sfuggire alla grigia realtà di un’Italia piccolo-borghese che lo amava, ma non lo rispettava.

Paolo Bacilieri è cresciuto con Salgari, e si vede: mantiene la tenerezza di un’infanzia passata nella Giungla Nera o a Mompracem nel raccontare la vita per niente straordinaria di un uomo che, a parte che nella scrittura, ha fallito in tutto, perso nei suoi sogni, forse incapace di discernere reale e irreale; e mette in scena con tratto pulito una vita da guardare con compassione – e la gratitudine di chi, grazie ai suoi sogni, è scappato tante volte.

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