Fairest: The clamour for glamour

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E Fairest arriva alla fine in uno scoppiettare di fuochi d’artificio – cosa che davo per assodata, quando ho scoperto che l’ultimo volumetto dello spin off di Fables aveva per protagonista non una delle più belle del reame, ma l’unico e inimitabile (per fortuna! XD) Renard la volpe.

Tavole bellissime, un ritmo concitato, dialoghi eccellenti danno solo più sapore a una trama complessa e sfaccettata, che dopo tanti anni porta a conclusione una delle serie a fumetti migliori di sempre; e i personaggi ne escono coerenti nel loro sviluppo, e perfettamente inseriti nella trama più grande.

Posso solo sperare che l’ultimo volume di Fables mi dia la stessa soddisfazione e annotare una critica: è vero che alla fine di The clamour for glamour ci si ricollega ottimamente a Fairest in all the land, ma trovo scorretto che per capire le vicende della serie principale si debba costringere a recuperare gli spin off  – sopratutto quando uno degli spin off è saltato fuori mesi prima dell’anello che lo ricollega al tutto, e sopratutto quando è fondamentale per le vicende finali.

Io ho letto e apprezzato, ma non posso che riconoscere una pessima abitudine di certo fumetto americano.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

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