Lair of dreams

Standard

Libba Bray

Lair of dreams era per me uno dei romanzi più attesi dell’anno – amo la scrittura raffinata e ironica di Libba Bray, e la sua New York degli anni ’20 si è rivelata per me molto più scintillante dell’autentica, odierna New York.

Il panorama si espande, e il melting pot culturale di una città (e di una nazione) costruita dagli immigrati viene reso con efficacia, nel momento in cui la maggior parte dell’azione si sposta nelle strade vibranti di Chinatown, e irlandesi, italiani, sudamericani di ogni nazionalità, cinesi, tedeschi fanno capolino non come protagonisti, ma costruendo il tessuto vivo di una città multietnica.

Vivace e curata come sempre la scrittura, regge un romanzo che fa scivolare in parte l’attenzione mettendo sotto i riflettori una nuova, inquietante (e affascinante, per me) minaccia – una malattia del sonno che drena le energie di chi ne cade vittima – e due protagonisti, Henry e Ling, che grazie al potere di camminare nei sogni propri e altrui sostengono il grosso del romanzo.

E questa è la prima critica che i trovo a fare: avrei comunque voluto vedere più in scena Evie, ormai lanciatissima stella della radio, Sam, Jericho, Tetha e Mabel: le loro storie si dipanano, ma molto più lentamente di quanto avrei voluto, sopratutto considerando la mole del romanzo.

E questo è l’altro punto dolente: sempre più spesso mi trovo a rimpiangere che un romanzo non sia di cento-centocinquanta pagine più corto; e questo è anche il caso di Lair of dreams, che si perde eccessivamente in descrizioni (affascinanti e ben scritte, per carità), in scene terrificanti (ma ripetitive), nei-sogni da svegli di Ling e Henry, uccidendo un ritmo che, se calibrato meglio, sarebbe stato da togliere il fiato.

Questo non toglie che sia ottima letteratura di intrattenimento, e fra il meglio sul mercato per quello che riguarda i romanzi storici; e che non veda l’ora di mettere le mie avide manine sul prossimo capitolo. ^^

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

Annunci

»

  1. Lo attendevo pure io. Vedrò di procurarmelo quanto prima.
    Ma tu sai se uscirà in Italia?

    Di certo la Bray è una grande narratrice, e in campo YA una delle migliori, secondo me. 😉

      • Dubito sia andato benissimo. Però è tra quelle autrici che meritano davvero. E infatti ora vado a procurarmi il resto della sua bibliografia, partendo da quella cosa strana che sembra essere “Going Bovine”! XD

      • Io mi sto lemme lemme rileggendo la trilogia di Gemma Doyle, che pur con i difetti di un’opera prima è gradevolissima. Going bovine sarà l’ultimo che mi resta, ma sembra troppo strano. OO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...