Half a war

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Joe Abercrombie

E con questo terzo romanzo il cerchio si chiude, e Joe Abercrombie porta a compimento la sua trilogia per ragazzi.

Nuovi punti di vista che si uniscono a personaggi già conosciuti e un salto di qualche anno caratterizzano questo terzo capitolo com’era stato per Half a world, ma il centro di tutto rimane Yarvi, con il suo giuramento e l’inimicizia che ha portato il suo mondo sull’orlo di una guerra totale.

Premetto una cosa: per me questo è stato il romanzo migliore della trilogia, anche se non è esente dai difetti che caratterizzavano i precedenti – ossia, dai difetti di tutta la serie, che avrei tranquillamente potuto recensire tutta insieme, tanto il suo progredire non ha emendato la prima impressione.

Sono romanzi scorrevoli, divertenti, scritti magnificamente; i dialoghi sono intelligenti e brillanti, e spesso presentano perle da segnarsi. Ottima la costruzione del mondo, con usi e costumi ben delineati e appropriati. I personaggi (perlomeno, la maggior parte dei personaggi) sono ben costruiti, interessanti e coerenti nel loro sviluppo.

Ma.

Ma rimane la sconcertante prevedibilità della vicenda; le imbarazzanti intrusioni amorose (cos’è, solo perché ci rivolgiamo ai ragazzi dobbiamo avere teneri amori per ogni dove? =.=); lo scalpitare dell’autore, che non solo non ha mai scritto prima per ragazzi, ma per la natura delle sue tematiche è poco adatto a farlo, e lo si sente scalpitare contro il limiti impostigli dal pubblico a cui si rivolge, per varcarli i parte nell’ultimo romanzo ma rinunciando comunque a tutta la disperata complessità delle sue opere per adulti – e presentandone solo una pallida ombra.

Rimane l’impressione che la trilogia avrebbe funzionato meglio come un romanzo unico, suddiviso in tre parti, e accorciato di un centinaio di pagine nel complesso; soluzione che avrebbe evitato certe lungaggini (ma non portato altrettanti soldini nelle casse dell’editore), ma  non avrebbe rimediato ai difetti fondamentali dell’opera.

Forse se avessi letto meno fantasy, e forse se non avessi conosciuto (e stimato) Joe Abercrombie me la sarei goduta di più; così rimangono pomeriggi di ottima forma carichi di delusione per il contenuto.

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  1. Guarda, mi trovo assolutamente d’accordo con te su tutto! Passare dalla “Prima Legge” al “Mare Infranto” è stato un duro colpo proprio per i limiti che tu citi e che si, si sentono! Ho come avuto l’impressione che fosse una storia piena di potenziale ma in qualche modo soffocata dal fatto che, essendo per ragazzi, DOVEVA per forza essere scritta in quel modo che definirei quasi annacquato.
    Insomma, mi piacciono molto i personaggi ma, accidenti, mi pareva quasi di leggere una storia a metà tra “Dragon Trainer” e “Game of Thrones”. Comunque , se non si legge molto fantasy, è tutto sommato una storia godibile.
    Ottima recensione.
    Erica

    • ‘una storia a metà tra “Dragon Trainer” e “Game of Thrones”’ è una definizione GENIALE! XD Sono contenta di trovare qualcuno d’accordo con me, onestamente: leggi pareri che lo osannano come l’opera migliore di Abercrombie (che per me è Red Country) e ti chiedi se le tue copie fossero fallate… XD

      • Si vabbè, sai ora com’è, molte persone pur di non dire che il libro è brutto si schiaccerebbero il mignolo nella porta! 😂

    • Te l’ho detto, secondo me gli è sfuggito il target di mano. XD Comunque si vede che sono stati in un certo senso commissionati, a mio parere, e che davvero la narrativa per ragazzi non è inchiostro per la sua penna.

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