Downfall of the Gods

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K. J. Parker

Se ti penti con sincerità, e ti rechi a pregare nel tempio della Dea, puoi essere sicuro di ottenere il perdono e scampare la dannazione eterna. Ci sono regole dopotutto, e anche gli Dèi devono obbedirvi.

…ma se hai ucciso il musicista preferito della Divinità, e lei non è di umore ragionevole (in effetti non lo è mai – un tratto che condivide con la sua variegata Famiglia), potresti trovarti sulla via del Regno dei Morti, “assistito” da lei in persona, per portare a termine un’impresa impossibile (e vietata).

Una gemma. Questa novella è una  gemma. Scritta impeccabilmente, con ironia  acuta, dipinge un mondo e una mitologia che si rifanno chiaramente a quella greca, ricreando le surreali situazioni familiari di una Divinità sempre infantile e capricciosa, e dell’unico umano che non cede al suo fascino. Senza trascurare  l’occasione, sotto lo strato più superficiale, di far intravvedere riflessioni più profonde su destino e responsabilità, vita e morte.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

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