Avevano spento anche la luna

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Ruta Sepetys

Ogni volta che chiudo un libro del genere, mi chiedo quanti altri orrori, quanto altri genocidi siano rimasti nascosti, stiano venendo dimenticati. E cosa proverei se un giorno qualcuno irrompesse in casa mia, distruggesse quello che c’è, spaccasse la testa ai miei gatti e mi portasse via, e io mi trovassi nell’orrore, e a non sapere (ancora peggio) dove sia, se sia vivo, se stia bene mio marito. Per anni.

Scrivete, autori, e leggete, lettori: bisogna ricordare. Anche perché l’umanità, a quanto pare, non impara.

I libri di storia scrivono che nel 1940 l’URSS invase gli stati baltici, ma omette che i loro intellettuali, i loro militari e le loro famiglie vennero fatti sparire. A milioni, per decenni condannati alla Siberia; e che rientrati si trovarono privi di tutto, anche della possibilità di raccontare, pena il tornare fra i ghiacci.

Sì, è stato un libro terribile. E necessario. Mi chiedo solo quanti altri genocidi passati e presenti dovrò scoprire di aver ignorato.

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