A feast of sorrows

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Angela Slatter

Sono fiabe, quelle di Angela Slatter: fiabe classiche, con principesse e re, maghe e servette, stregoni e guerrieri.

Fiabe classiche nel tono oscuro che le pervade: nessuno è innocente, la magia corrompe, e le protagoniste cambiano forma, sia fisicamente che moralmente – ma raramente verso il meglio.

Classiche, quindi, nel richiamare le inquietante, truci versioni originali ormai addomesticate da secoli di edulcoramento – e che vengono spesso prese e reimpastate nelle narrazioni suggestive di Angela Slatter, in un costante riamalgamare elementi della tradizione e nuove sfumature della sua narrativa, per offrire racconti ricchissimi, affascinanti, che lasciano una sensazione nemmeno tanto indefinita di disagio.

Il disagio che si prova leggendo Margo Lanagan: ma anche la stessa fascinazione per una scrittura variegata e impeccabile, per la costruzione di  un mondo sempre coerente, per la gestione di personaggi che, in questo ben lontani dalle fiabe prese a modello, sono ricchi di sfumature e tratteggiati anche in pochi colpi di penna.

Una raccolta da leggere e assaporare, e rileggere ancora.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

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