Take courage: Anne Bronte and the art of life

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Samantha Ellis

L’ho scritto e riscritto: Jane Eyre è il mio romanzo preferito, Jane Austen la mia scrittrice preferita.

Nonostante questi pilastri del mio cuore di lettrice, quando ho incrociato per caso un romanzo di Anne Bronte (“l’altra Bronte”, la minore, la misconosciuta, la timida e mite) che non conoscevo (e già questo è indicativo – non conoscevo The tenant of Wildfell Hall!) e l’ho preso in mano non ho potuto che riconoscerne la superiorità: è un romanzo coraggioso e innovativo, sia dal punto di vista stilistico che dei temi trattati. Un romanzo che infrange in un colpo solo l’immagine che viene diffusa di Anne come la mite, paziente e pia figlia di un curato di campagna, tutta rassegnazione e preghiere, e alcuni dei grandi tabù dell’Inghilterra vittoriana.

Non dico niente perché è stato da poco ripubblicato anche in Italia, dopo anni in cui risultava introvabile (e anche questo è indicativo), e merita di essere letto e scoperto la cieca, come è capitato a me, per veder smontare tutti i pregiudizi sulla sua autrice pagina dopo pagina.

Ma chi era “l’altra Bronte”? Come nasce il mito della sua rassegnata mitezza? Da dove si originano idee così rivoluzionarie come quelle che esprime nei suoi libri?

Samantha Ellis esplora quello che si sa della vita di Anne attraverso le persone, reali (i familiari e la domestica Tabby) e immaginarie (Agnes ed Helen, le protagoniste dei suoi romanzi) che l’hanno ispirata e formata, attraverso gioie e dolori, esempio e contrasto, e attraverso la testimonianza minuziosa dei (troppo pochi) scritti che ci sono rimasti.

Ne viene fuori una personalità vivida e complessa, piena di luce, alla ricerca del vero Bene, priva del timore delle convenzioni che ci si aspetterebbe: una femminista ante litteram dal pensiero profondo e innovativo. E una moltitudine di figure – il padre, le sorelle, la zia, Tabby, il fratello, le allieve, i datori di lavoro… – che saltano fuori dalla pagina, intessuti nell’arazzo della vita e del pensiero di Anne.

Perché è vero che la storia di ognuna delle Bronte è, prima di tutto, una storia di famiglia.

Una biografia bellissima, piacevole come un romanzo, che ridà finalmente respiro a una grande scrittrice e a una donna coraggiosa.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ❤

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