La lunga marcia

Standard

10281326

Richard Bachman (AKA Stephen King)

Partecipare alla Marcia è un privilegio.

Oggi anno migliaia di ragazzi si sottopongono alle prove fisiche e psicologiche necessarie per la selezione.

Ogni anno cento di loro vengono chiamati a marciare sotto gli occhi della nazione, senza pause, senza un traguardo, finché l’ultimo in piedi non viene acclamato come eroe e riceve qualsiasi cosa desideri.

Ogni anno novantanove ragazzi vengono congedati con un proiettile se si fermano, se cadono, se rallentano oltre un certo limite.

Ogni anno la progressiva devastazione della marcia, il dolore di muscoli e tendini che lentamente cedono, l’assistere ai congedi di compagni con cui sei entrato in contatto e hai magari stretto amicizia portano al limite, chilometro dopo chilometro: e la Marcia si trasforma in una trascendentale riflessione sulla vita e sul desiderio di morte.

Un romanzo concentrato su dialoghi e sensazioni fisiche, in cui il protagonista Garraty e i ragazzi da cui è circondato bucano la pagina a ogni passo, a ogni metro percorso; in cui la fatica, l’orrore, la follia, l’inutilità della Marcia ti inondano come se camminassi con loro, con l’unico traguardo che è la sopravvivenza – sopravvivere a tutti, anche a chi hai iniziato a stimare.

Io non amo Stephen King, ma questo romanzo mi ha tenuta incollata alla pagina, opprimendomi senza pietà; e facendomi riflettere sulla Marcia, sulla folla, sulla morte.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...