Per questo mi chiamo Giovanni

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Luigi Garlando

Se non fosse stato per Chagall non avei mai preso in mano questo piccolo romanzo.

E sarebbe stato un vero peccato, perché la vita di Giovanni Falcone merita di essere ricordata e celebrata, nel coraggio eccezionale di un uomo normale: un uomo che voleva servire lo Stato, liberando i suoi concittadini dall’oppressione di una piovra che, quando ha iniziato a combatterci contro, non veniva nemmeno riconosciuta.

E Luigi Garlando lo fa benissimo: senza prediche, ma con esempi vivi dalla vita quotidiana, e con un brio che travolge  di pagina in pagina.

Un solo neo, per me: manca un indice con brevi biografie di coloro che vengono citati nel testo. Giovanni, certo, ma anche i suoi alleati e i suoi nemici, e le vittime lasciate sul campo dal Mostro.

Anche loro meritano di essere conosciuti e ricordati dai nostri ragazzi, perché sono stati sì parte viva della storia di Giovanni Falcone, ma anche della loro.

Un romanzo da leggere, leggere a voce alta, regalare: perché il coraggio, quello vero, vive in eterno.

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