The Toymakers

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Robert Dinsdale

Premessa: per decidere se The Toy Makers mi fosse piaciuto (e decidere che sì, mi era piaciuto, e parecchio pure) ho dovuto riflettere un paio di giorni.
Cosa inusuale, per una che di solito stabilisce se un romanzo è nelle sue corde alle prime trenta pagine ( e difficilmente sbaglia – è rarissimo che qualcosa che non mi è piaciuto alla prima si risollevi).
In buona parte credo che sia dovuto allo scarto tra le aspettative iniziali e il prodotto effettivo.
Insomma: mi capita fra le mani un romanzo ambientato fra il 1907 e il 1953, in un negozio di giocattoli a Londra.
Giocattoli meravigliosi, con più di un tocco di magia, e un negozio altrettanto magico: apre con la prima brina e chiude allo spuntare dei bucaneve.
Ogni anno, da vent’anni, generazioni di bambini affollano i suoi labirintici interni, scoprendo castelli di nubi, animali di pezza che volano davvero, scatole più grandi all’interno che all’esterno, soldatini che combattono battaglie complesse e sempre nuove.
E in questo negozio arriva Cathy, quindici anni e incinta, in fuga da una famiglia che vorrebbe farla rinunciare al bambino che porta in grembo; per decoro, decenza, vergogna.
Cosa ci può essere di più coccoloso di un romanzo ambientato in un negozio magico di giocattoli magici?
Ben poco, pensa una, ricordando con piacere The night circus.
E legge, incauta e impreparata.
Perché arrivano violenze sugli ebrei, e i campi di lavoro in Russia, e i traumi della prima guerra mondiale; i difficili rapporti fra fratelli; invidia e gelosia che infiltrano come veleno le generazioni; dolore e lontananza e tradimento; la degradante perdita della magia; e una sorprendente riflessione sul libero arbitrio.
Il tutto sullo sfondo di un mondo a parte, toccato solo dai maggiori eventi di due decenni, fino alla sua disgregazione, quando la realtà diventa troppo per la magia.
Ecco, questo è quello che mi sono trovata, stranita, per le mani: un’opera complessa e intelligente, che ribalta le aspettative del lettore, scavando a fondo e offrendo una molteplicità di piani di lettura.
Notevole, davvero.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. ^^

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