Archivio dell'autore: librisognanti

Our dark duet

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Victoria Schwab

Sei mesi sono passati da quando Kate ha abbandonato Verity e il suo nome; sei mesi da quando August ha abbracciato un altro ruolo, accettando di combattere.

Sei mesi in cui le ombre si sono fatte più fitte, i mostri più forti.

Sei mesi in cui nuovi mostri sono nati, e sono in caccia.

E con uno di essi ritorna Kate, con l’unico obbiettivo di distruggerlo.

Ma sono i mostri dentro di noi i primi nemici; e se è possibile cambiare, espiare i propri peccati, diventare quello che altri pensano che possiamo e dobbiamo essere, quanto è giusto farlo?

Un finale pieno di azione ed emozione, che lascia spunti di riflessione inaspettati in quello che si presenta come un urban fantasy per ragazzi.

Per fortuna, nonostante tutto, e nonostante i costi, “per come la vedo io, la luce sta vincendo”.

Ottima come sempre la scrittura, ben sviluppati Kate e August; lasciano a desiderare i comprimari minori o, perlomeno, quelli non presenti nel primo volume: poco più che macchiette, privi di una personalità propria.

Ma è un difetto minore: si viene trascinati dalla complessità di Kate e dalla lotta interiore di August, dai dilemmi che li attanagliano: e c’è spazio per poco altro,  a parte l’emozione.

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Breve storia di (quasi) tutto

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Bill Bryson

Metto subito le carte in tavola: io adoro Bill Bryson.

Mi diverte come scrittore di viaggi, ma lo trovo assolutamente fantastico come divulgatore storico: Breve storia della vita privata*, Vestivamo da Superman** e L’estate in cui accadde tutto*** sono fra i miei libri preferiti.

Dovevo quindi, prima o poi, confrontarmi con il suo lato di divulgatore scientifico: nella speranza che, da somaro umanista a somara umanista, qualcosa riuscisse a farmelo incraniare.

Ha fallito miseramente con la fisica quantistica: ne capisco quanto ne capivo prima ovvero nell’ordine delle potenze negative. Ma, avendo riportato l’impressione che anche i fisici quantistici segretamente ne capiscano quanto me, me ne sento consolata. XD

Il resto è stato un viaggio affascinante, emozionante e, sopratutto, inquietante nel Mondo con la maiuscola: dall’infinitamente piccolo delle particelle all’infinitamente grande dell’Universo,passando per mari e vulcani, dinosauri e pesci. E, infine, l’uomo.

Un’ottima introduzione alle scienze, capace insieme di far capire e incuriosire insieme, senza mai annoiare – anzi, strappando più di una risata.

Anche se ti sta descrivendo la fine del mondo (scegliete voi per cosa: impatto da asteroide, desalinizzazione, esplosione di Yellowstone e almeno una decina di atri scenari ben poco rassicuranti):

*In cui, partendo dalle stanze dell’ex canonica in cui viveva al tempo, ricostruisce le storie più o meno incredibili di oggetti che vi si trovano e eventi che vi si svolgono: dal mercato delle spezie alla ginecologia dell’Ottocento, dalla conquista inglese del tè cinese alle avventure di botanici in giro per il mondo.

**In cui ricostruisce vita, abitudini e follie dell’America degli anni Cinquanta, mescolandole con surreali ricordi della propria infanzia.

***In cui racconta l’estate del 1927: aperta dal trasvolo oceanico di Lindbergh, proseguita tra alluvioni, segrete riunioni di banchieri, truffe e grandiosi record nel baseball.

My sister Rosa

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Justine Larbalestier

E se la persona più pericolosa che conosci fosse la tua sorellina di dieci anni?

La tua amabile, intelligentissima, calcolatrice, manipolatrice, affascinante sorellina di dieci anni?

Quella che solo con te si confida; che solo a te chiede consigli su come sembrare davvero umana. Normale.

Che studia quando sorridere e quando ridere; che considera le persone utili.

Che non capisce i concetti di “Bene” e “Male”, o di “amore”.

Che adora che piacere, ma a cui non piace nessuno.

Che ama più di tutti il potere sugli altri.

Che è un veleno lento e insidioso.

E che tu, a diciassette anni, lotti per tenere sotto controllo. Da solo, perché nessuno crederebbe che che Rosa sia pericolosa.

in fondo non ha ucciso nessuno.

Ancora.

Un ottimo thriller che costruisce bene personaggi e caratteri, anche se avrei volentieri fatto a meno di pagine e pagine di sms fra amicicci, pagine e pagine di allenamenti di boxe, e pagine e pagine di perfetto instalove adolescenziale con la ragazza perfetta.
Ah, e anche di qualche discussione su religione, cultura e diversità – non che non sia sensibile ai temi, ma per le prediche vado in chiesa.

Io sono nessuno

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Jenny Valentine

Chi è Cassiel Roadnight?

Chap non ha il tempo – né la voglia – di chiederselo: sa solamente che, quando lo scambiano per lui nella casa di prima  accoglienza per ragazzi di strada in cui si è rifugiato per qualche notte, è l’occasione per ottenere quello che ha sempre desiderato: una famiglia, il calore di una casa, qualcuno di cui occuparsi e che si occupi di lui.

La vita perfetta di un ragazzo identico a lui, sparito nel nulla due anni prima.

La vita apparentemente perfetta: perché non tarda a capire che Cassiel non era il ragazzo amabile e limpido che sembra, e che il cottage in cui la madre e la sorella vivono, mantenute dal fratello maggiore, è piccolo ma pieno di dolore e di segreti.

E che tocca a lui svelarli, se vuole che ci sia giustizia e vita per tutti.

Un romanzo discreto nella costruzione del mistero, che trova però la sua parte più sentita e interessante nello studio della personalità di Chap* ( Damiel il suo vero nome) e delle radici della sua solitudine, del dolore e del senso di profonda lontananza dagli altri, e insieme del desiderio potentissimo di appartenere a qualcuno: non per sfruttare una famiglia, ma per prendersene cura, nel tentativo di fare la cosa giusta anche quando sa di farne una profondamente sbagliata – rubare la vita di un altro.

Dimentica il mio nome

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Zerocalcare

Nella sua opera forse più sentita e complessa Zerocalcare si mette a nudo, rendendo omaggio a una nonna che per lui ha rappresentato il mondo: mostrandone la generosità, il lento declino, il dolore lasciato dalla sua morte, e intanto intrecciano il racconto (fantastico o meno) dell’avventurosa giovinezza della nonna stessa, in giro per l’Europa, a cavallo della guerra.

Ma non è la trama che conta, per me: è il ricordo presentato col cuore in mano, la rappresentazione sincera e malinconica di un affetto che lo ha formato, sostenuto, reso quello che è, e che nell’assenza del corpo non può venire a mancare.

Sarà che mi ci sono trovata molto, e che a ogni pagina rivedevo la mia, di nonna, ma Dimentica il mio nome mi ha commosso infinitamente, ben al di là del riconoscimento di una qualità di narrazione disegno sempre più matura ed efficace, che pure è innegabile.

Un richiamo al cuore, oltre che alla mente.

Consigliatissimo.

Preloved

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Shirley Marr

E se il tuo ragazzo ideale fosse brillante, intelligente, spiritoso, e morto da trent’anni?

La madre di Amy – fedele alle proprie origini cinesi e alle superstizioni ancestrali di quel popolo – le ha raccomandato per tutta la vita di fare attenzione, o avrebbe portato a casa con sé un fantasma.

Comunque, se anche Amy ci avesse creduto, nessuna di queste raccomandazioni riguardava un pendente da poco prezzo cascato sulla testa di Rachel, la sua umorale, sconsiderata, desideratissima migliore amica, e recuperato da Amy.

Quindi, che fare, quando un sedicenne degli anni Ottanta inizia a infestarti, seguendoti ovunque, e dichiarando chiaro e tondo che Rachel è la reincarnazione del suo unico grande amore, e che devi aiutarlo a scoprire cosa è successo quel giorno d’estate di trent’anni fa?

E soprattutto, cosa fare se ti rendi conto che l’unica cosa che vorresti è che lui guardasse te, non lei, e potesse rimanere?

Preloved si è rivelato un romanzo piccolo nelle dimensioni, ma pieno di sentimento; a partire da uno spunto originale e divertente, l’autrice ha costruito una storia di crescita personale e scoperta di sé credibile e tenera, prendendo per mano Amy e facendole fare un viaggio alla scoperta dei sentimenti – amore, amicizia, affetto in famiglia, e di quanto sia importante ricordare il passato, ma non farsene soffocare. Una piccola, piccola gemma, che meriterebbe ben altra risonanza di quella che ha finora ottenuto; purtroppo l’esser stato scritto e pubblicato nella lontana Australia rende difficile procurarselo, e lo ha finora condannato a una fortuna molto minore di atri romanzi meno meritevoli.

Se potete, leggetelo. ^^

Now I rise

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Kiersten White

Lada è tornata in Transilvania, ed è ben decisa a prendere il potere.

Muhamat sogna Costantinopoli, ed è pronto a qualsiasi cosa per conquistarla. Come è pronto a qualsiasi cosa per riavere Lada accanto a sé.

Radu ha scelto di non seguire la sorella, e di rimanere a fianco di Muhamat, seguendo il suo cuore e la sua religione: ma fin dove si può spingere questa fedeltà?

Separati, i tre ragazzi esplorano i limiti della crudeltà e del tradimento, del desiderio e della fedeltà a sé stessi e ad altri, scoprendo che non ci sono limiti stabiliti, nemmeno quelli imposti da cuore o fede.

E che non ci si può fidare di nessuno, sopratutto di chi ci è più vicino.

Sebbene inferiore all’appassionante And I darken – le dinamiche dei tre protagonisti sono annacquate dalla distanza, e i comprimari non sono all’altezza di renderne la complessità – questo secondo capitolo risulta comunque una lettura affascinante e ricca di interesse, sia a livello puramente di intrattenimento che di spunti di riflessione più profondi su amore, amicizia, fedeltà, tradimento.

Non vedo l’ora di artigliare il terzo. OO

La torta in cielo

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Gianni Rodari

E un giorno, sul cielo sopra Roma, compare un Oggetto Volante Non Identificato.

Si scatena il panico: sono arrivati gli alieni!

Vogliono conquistarci!

Allarme, allarme!

Mentre gli adulti preparano l’artiglieria, pronti a difendersi dai pericolosi invasori (si presume), Davide e Rosa – piccoli, tenaci, intelligenti – scoprono invece che in cielo è arrivata una colossale, dolcissima sorpresa: una torta gigantesca, e della migliore qualità.

Si scatena allora una corsa contro il tempo per mangiare tutto il possibile, prima che gli adulti distruggano tutto quel ben di Dio.

Con l’ironia e l’intelligenza che gli sono soliti, Gianni Rodari costruisce ancora una volta una fiaba sulla saggezza dei bambini e la follia degli adulti, che costruiscono armi invece di produrre dolciumi – e vedono in ogni stranezza una minaccia.

Un altro capolavoro da godere, grandi e piccoli – magari con un bel pezzo di cioccolata in mano. 😉

 

Murena

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Jean Dufaux

In una Roma soffocata da scandali e intrighi, il giovane Lucio Murena si trova a dover difendere sé stesso e l’amata madre dalla più pericolosa delle nemiche: Agrippina, che dopo aver fatto qualsiasi cosa per arrivare al trovo e assicurare la successione al figlio Nerone, non è certo disposta a cedere il vantaggio conquistato.

Anche se fra lei e il suoi progetti si dovessero frapporre l’imperatore Claudio e il suo amato figlio Britannico.

Una ricostruzione sanguinosa e veritiera della Roma imperiale, che se pecca un poco nella scrittura evoca con efficacia quei tempi di lussuria e intrighi con tavole magnifiche.

E ci mette il dubbio che, a distanza di duemila anni, ben poco sia cambiato.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione.

No time to spare

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Ursula K. Le Guin

Superata la boa degli ottant’anni, Ursula K. Le Guin – eccezionale scrittrice di fantasy, fantascienza, saggistica e, infine, un glorioso romanzo storico, Lavinia – ha scoperto i blog.

E ha deciso di esplorarne le potenzialità, affidando a questo pubblico diario riflessioni su tutto quello che importa: l’età, la letteratura, l’ambiente, le relazioni fra i sessi, il suo gatto.

Questa è una raccolta dei post più significativi: uno zibaldone di riflessioni lucidissime e ironiche, presentate con lo stile limpido che da sempre caratterizza la scrittrice, e che renderebbero un piacere leggere anche le sue liste della spesa.

Da centellinare e gustare, quando si ha voglia di riflettere, ma con il sorriso sulle labbra.

Ringrazio l’editore per avermi concesso la copia necessaria alla stesura di questa recensione. 🙂